CALIFORNIA: SÌ ALLE NOZZE GAY

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Incostituzionale la legge che limita il matrimonio a coppie formate da sesso diverso. E' stato questo il cuore della sentenza con cui un giudice riapre la questione delle...

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NEW YORK – Incostituzionale la legge che limita il matrimonio a coppie formate da sesso diverso. E’ stato questo il cuore della sentenza con cui il giudice Richard Kramer di San Francisco ha riaperto ieri la questione delle nozze gay in California.
Tutto è cominciato l’anno scorso quando il sindaco di San Francisco Gavin Newsom decise di rilasciare licenze matrimoniali a copppie omosessuali. I primi furono Del Martin e Phyllis Lyon, 83 anni il primo e 79 il secondo, che coronarono il loro sogno dopo oltre mezzo secolo di convivenza. Li seguirono in tanti, mettendosi pazientemente in coda davanti al municipio, che rimase aperto anche nel fine settimana. In tutto furono 4037 i certificati di matrimonio rilasciati alle coppie gay fino al momento in cui la Corte Suprema, sollecitata dal governatore della California, Arnold Schwarzenegger, annullò, con cinque voti a favore e due contrari, tutte le nozze uomo-uomo donna-donna già contratte, accusando il sindaco Newsom di aver scavalcato la sua sfera di competenza.
“Non potevamo permettere che un pubblico ufficiale agisse senza rispettare i limiti”, spiegò il presidente della corte Ronald George. Tuttavia la Corte decise di non pronunciarsi sul merito della questione, cioè sull’aspetto discriminatorio (e quindi eventualmente anti-costituzionale) della legge – ratificata nel 2000 con un referendum statale – che limita il matrimonio a una unione tra un uomo e una donna.
Il caso passò dunque al giudice Kramer, il quale a dicembre ha sentito le parti e ieri si è pronunciato. “Negare il matrimonio a persone dello stesso sesso è un arbitrio inammissibile”, ha scritto il giudice, che ha fatto anche riferimento alla celebre sentenza sui diritti civili, Brown vs Board of Education, per sostenere che non basta dare alle coppie gay gli stessi benefici previdenziali e assistenziali delle coppie eterosessuali, senza permettere loro di sposarsi.
“E’ una grande vittoria, ma non è la fine della guerra”, ha ricordato ieri il sindaco Gavin Newsom. Le due parti, infatti, si preparano per il prossimo round, quello decisivo, che si giocherà nella Corte suprema della California. Ma il via libera ai matrimoni gay nel Massachusetts e la sentenza di ieri, assieme all’accelerazione del dibattito nel Paese, lasciano pensare che gli Stati Uniti possano presto voltare pagina, seguendo l’esempio di Canada, Paesi Bassi, Belgio e Danimarca. Solo un emendamento alla costituzione federale – come chiedono la destra e lo stesso George W. Bush – potrebbe bloccare il processo.
Fino a poco tempo fa anche l’opinione pubblica sembrava decisamente contraria alle nozze gay. Undici stati su 50 hanno leggi contro i matrimoni gay e altri 21 ipotizzano di cambiare il tal senso la propria costituzione. Ma è anche in atto un rapido cambiamento degli umori nel Paese: secondo un sondaggio della Gallup, 42 per cento degli americani è favorevole ai matrimoni gay, mentre un anno fa la percentuale era del 31 per cento.

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