Cambio di sesso: anche a Cuba paga il governo

I trans e le trans cubane potranno accedere gratuitamente all’intervento per la riassegnazione del sesso. Lo ha reso la figlia di Castro. Il padre vietò gli interventi chirurgici di questo tipo.

Cuba ha cominciato a pagare gli uomini e le donne trans che scelgono di sottoporsi all’operazione di riassegnazione del sesso.

Mariela Castro, figlia dell’attuale presidente dell’isola socialista, Raùl Castro, e nipote del Lìder Maximo Fidel, ha confermato ai giornalisti che, in realtà, il governo ha iniziato a pagare le operazioni per il cambio di sesso già nel 2008, ma che la notizia non è stata resa nota prima per evitare contestazioni. .

Nel 1998 questo tipo di operazioni erano state vietate dall’ex presidente Fidel quandola notizia della prima operazione per il cambio di sesso fatta a Cuba aveva provocato notevoli proteste nell’Isola. La legalizzazione è avvenuta nel 2007 e si stima che sino sette le trans che abbiano usifruito di operazioni per la riassegnazione del sesso pagate dal sistema sanitario nazionale negli ultimi due anni, mentre altre ventidue sarebbero in lista d’attesa.

Mariela Castro, che è la direttrice sel Centro Nazionale per l’Educazione Sessuale di Cuba, è ormai conosciuta nel Paese e non solo, come una delle più accanite promotrici dei diritti delle persone lgbt.

Si devono a lei tutti i progressi fatti dalla comunità lgbt cubana negli ultimi anni, compresa la legalizzazione del cambio di sesso.

Parlando con i giornalisti, Mariela ha spiegato che la notizia non è stata resa pubblica prima di adesso per evitare polemiche e controversie. All’Associated Press, la nipote di Fidel ha dichiarato: "Questo tipo di processi di negoziazione sono spesso molto delicati e richiedono mosse molto oculate, in modo da non risvegliare fantasmi".

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La direttrice del Centro, comunque, non ha voluto svelare il costo di ogni singola operazione.

Durante il governo di Fidel, lo ricordiamo, l’omosessualità era vista come una corruzione conseguenza del capitalismo e gay e trans erano considerati da rieducare. Per questo negli anni ’70 venivano rinchiusi in campi di lavoro. Solo nel 1992 è stata introdotta un’età del consenso. E anche se l’atteggiamento generale della società rimane negativo nei confronti delle persone lgbt, negli ultimi anni la cultura cubana sta facendo molti passi avanti. Nella capitale, L’Avana, comincia a crearsi una interessante scena gay.