Camerun, ordinato l’esame anale per 5 attivisti gay

L’omosessualità non è legale all’interno del Camerun, e le persone ad essa associate sono punibili sia con la reclusione che con la pena di morte

Il mese scorso la polizia camerunense ha arrestato cinque uomini che lavorano per l’organizzazione per i diritti LGBT Avenir Jeune de l’Ouest.

Il loro legale è inizialmente riuscito a farli scarcerare, appellandosi al terribile danno psico-fisico subìto, se non fosse che  tutti e cinque debbano ora tornare in galera. Ai 5 attivisti è stato infatti ordinato di sottoporsi ad un esame anale, sistema illegale in quasi tutto il mondo con cui si vorrebbe dimostrare la loro omosessualità.

Gli esami anali sono una follia del XIX secolo inventata dal francese Auguste Ambroise Tardieu da tempo screditata, che vede medici o presunti tali inserire forzatamente dita e talvolta altri oggetti nell’ano di una persona con l’obiettivo di scoprire se quest’ultima abbia mai avuto rapporti anali. L’Assemblea Generale della World Medical Association (WMA) e la Human Rights Watch (HRW) hanno più volte chiesto lo stop nei confronti di tale atrocità (praticata anche in Tunisia, Egitto,  Kenya, Libano, Turkmenistan, Uganda e Zambia), descritta come un’autentica forma di tortura da parte delle Nazioni Unite.

Sebbene ai cinque uomini sia stato ordinato di sottoporsi agli esami anali, l’avvocato ha consigliato loro di non presentarsi. Rischiano ora fino a 5 anni di galera. Il Camerun è considerato uno dei paesi più omofobi al mondo, con le persone LGBT costrette a dover sopportare arresti, violenze di massa, aggressioni, torture e omicidi. L’omosessualità non è legale all’interno del Camerun, e le persone ad essa associate sono punibili sia con la reclusione che con la pena di morte.

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