Campagne Aids oggi più corrette ma meno incisive

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"Le campagne attuali contro l'Aids sono più corrette ma meno incisive". Ad affermarlo è Giampiero Carosi, direttore della Cattedra di Malattie infettive e tropicali dell'università di Brescia.

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TAORMINA – “Le campagne attuali contro l’Aids sono più corrette ma meno incisive”. Ad affermarlo è Giampiero Carosi, direttore della Cattedra di Malattie infettive e tropicali dell’università di Brescia, nel suo intervento al meeting sull’Aids in corso a Taormina.
“E’ indubbiamente difficile – ha spiega Carosi – trovare la giusta misura per raggiungere un target molto ampio ed essere il più possibile ‘politically correct’. Un tipico esempio – ha proseguito lo specialista – è la vecchia campagna in cui i sieropositivi erano circondati da un alone viola. Quella campagna di prevenzione fu accusata di ghettizzare i malati ed etichettata come politicamente scorretta. Tuttavia è l’unica che tutti ricordiamo. Oggi invece – ha ribadito Carosi – le campagne di sensibilizzazione continuano a essere diffuse, sono sempre più corrette ma sbiadiscono progressivamente dalla nostra memoria”.

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