Campana: incostituzionale non è la legge, ma non averla approvata

Intervista a Micaela Campana, relatrice alla Camera del ddl sulle unioni civili

Unioni civili: il testo è in Commissione Giustizia e il rischio di slittare a maggio è ormai sempre più forte, come vi avevamo anticipato . Ma, dopo le polemiche dei giorni scorsi del M5S, abbiamo sentito la relatrice del ddl alla Camera, Micaela Campana, per capire quale è la situazione.

Quale è la situazione, Micaela?

Ieri si è conclusa la discussione generale in Commissione Giustizia. Io ho chiuso i lavori provando a rispondere agli interventi. La presidente ha dato la scadenza del 31 marzo, fino alle ore 18, come termine ultimo per presentare gli emendamenti. Le prossime settimane le impiegheremo per discutere gli emendamenti. aspettando la calendarizzazione dell’aula che dovrebbe arrivare presto. La prossima capigruppo probabilmente la calendarizzerà, sicuramente entro maggio, forse prima.

Come è stata la discussione in Commissione?

Noi siamo disposti ad ascoltare tutti, senza strozzare il dibattito. Abbiamo fatto tutte le audizioni che sono state richieste dai gruppi, nonostante le 72 ore di audizioni che sono state fatte in Commissione Giustizia al Senato. C’è il senso di responsabilità di dire che noi pensiamo che il testo uscito dal Senato sia un buon testo. Devo dire che molti degli interventi si sono focalizzati sul secondo titolo, quello delle convivenze di fatto, eterosessuali ed omosessuali, piuttosto che sulle unioni civili.

Cosa rispondete a chi dice che questa legge è incostituzionale?

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La sentenza della Corte dice che noi dobbiamo legiferare in materia di unioni civili: noi siamo ora in uno stato di incostituzionalità, perché siamo venuti meno finora alle indicazioni chiare della Corte Costituzionale italiana e della Corte europea dei Diritti dell’Uomo. Il testo poi è ancorato all’articolo 3 e non all’articolo 29 della Costituzione, dal momento che parla di formazioni sociali. Quando parli di diritti alle coppie, è evidente che alcuni diritti siano omogenei a quelli concessi alle coppie sposate ma non può che essere così. C’è poi il tema della filiazione, su cui non siamo riusciti a dare risposte nette, purtroppo. Poi a mio avviso esistono anche dei diritti innovativi, che essendo stati introdotti nelle unioni civili migliorerebbero l’istituto del matrimonio se estesi anche a questo: mi riferisco alla questione del doppio cognome, dove la coppia può scegliere quale dei due cognomi mettere prima, o a quella dell’obbligo di fedeltà, che ritengo non possa essere imposta per legge, o a quella della possibilità di avere il “divorzio lampo”.

La posizione del M5S contrario a parti del testo di legge è stata formalizzata in Commissione?

I deputati del Movimento 5 Stelle hanno posto alcuni temi rispetto soprattutto alle coppie di fatto e stanno chiedendo di modificare il testo per migliorarlo. A loro abbiamo riposto che non c’è nessuna volontà di strozzare il dibattito, ma che il testo uscito dal Senato è buono e noi non possiamo permetterci di perdere dell’altro tempo.

Cosa rispondi a questa critica del M5S rispetto all’obbligo degli alimenti nelle coppie di fatto?

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Questa norma raccoglie molta della giurisprudenza già esistente, sia a livello di leggi regionali che di sentenze. Si tratta di tutelare il partner debole nella coppia di fatto, laddove esista, e non c’è nessun automatismo: c’è sempre un giudice che dovrà verificare se ci sia un partner debole e corrispondere gli alimenti commisurati al tempo di convivenza che si è fatto insieme. E’ un diritto che secondo me è giusto allargare. Del resto l’ISTAT ci da una fotografia del paese molto diversa da quella tradizionale, con le convivenze in forte aumento, soprattutto quelle di persone uscite da un primo matrimonio. Fare una legge che vada incontro ad una fotografia del paese che è molto paese è ormai un dovere per tutti noi, cui adempieremo.

1 commento su “Campana: incostituzionale non è la legge, ma non averla approvata

  1. E’ bella la risposta che dà al M5S. Trovo indecente però quello che dice riguardo la mancanza dell’impegno reciproco alla fedeltà. Ci doveva essere, è assurdo e umiliante che non ci sia. E’ assolutamente risibile che venga qui a far finta che questa negazione sia un qualcosa di persino positivo. Sarebbe infinitamente più credibile se, in tutta serenità, riconoscesse che ci andava garantito anche l’impegno reciproco alla fedeltà, proprio come in tutta serenità riconosce che ci andava garantita la stepchild adoption. E’ una mancanza a cui porre rimedio quanto prima. Riguardo lo stato di incostituzionalità, sono del parere che permanga eccome anche nel caso in cui venga approvata l’unione civile, che è a tutti gli effetti una segregazione: l’unico modo per rispettare il principio costituzionale di eguaglianza è aprire il matrimonio alle coppie dello stesso sesso. Un esponente politico che nel 2016 si definisce riformista e progressista questo fatto dovrebbe riconoscerlo.

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