Canada: onorificenza a pastore pro-gay

Il reverendo Brent Hawkes, da 30 anni pastore Toronto e storico difensore dei diritti civili per gay, lesbiche e trans, ha ricevuto la più alta onorificenza civile del Canada.

TORONTO – Pochi giorni fa, venerdì scorso per la precisione, uno dei più noti difensori dei diritti civili per la comunità GLBT (gay, lesbiche, bisessuali e transgender) del Canada ha ricevuto la più alta onorificenza civile dello stato, la nomina all’Ordine del Canada. È il reverendo Brent Hawkes (nella foto), pastore della congregazione cristiana della Metropolitan Community Church, che insieme a un’altra dozzina di personalità ha ricevuto il titolo dato in riconoscimento a coloro “che hanno messo la loro vita al servizio di una particolare comunità, gruppo o attività.”

Hawkes, 59 anni, nato in una famiglia di battisti, festeggia quest’anno i trent’anni di attività come uomo di chiesa, anni nel quale è stato uno dei più fermi sostenitori dei diritti delle coppie omosessuali. Nel gennaio 2001 su di lui si concentrò grande attenzione da parte dei media, quando celebrò nella sua chiesa il matrimonio di due coppie omosessuali, costretto a indossare un giubbotto antiproiettile per motivi di sicurezza. Da allora in Canada il matrimonio gay è diventato legale e Hawkes stesso ha usufruito di tale legge sposando nel 2006 il proprio ultradecennale compagno John Sproule. A parte la lotta per i pari diritti GLBT Hawkes è stato sempre attivamente impegnato in iniziative antirazziste, per combattere la povertà e il fenomeno dei senzatetto, oltre ad essere a favore dell’ordinamento delle donne prete.

Il riconoscimento dell’Order of Canada, assegnato sotto il governo conservatore guidato dal primo ministro Stephen Harper, ha lasciato di stucco l’estrema destra più bigotta e quei cristiani cattolici più assoggettati all’indiscutibile obbedienza ‘dovuta’ al papa di Roma, chiunque sia e qualunque cosa faccia o predichi: non gli perdonano che di fronte alla Corte Suprema del Canada Hawkes sia andato giù duro contro i documenti vaticani sulle unioni omosessuali e sulle posizioni dei vescovi cattolici sullo stesso argomento, definendole «espressioni d’odio che non dovrebbero essere tollerate nella nostra società.»   (Roberto Taddeucci)

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