Caos carte d’Identità, mamma denuncia: “ho partorito e sui documenti sono padre”

L’incredibile denuncia di una mamma lombarda, costretta a tramutarsi in ‘padre’ pur di avere la carta d’identità per il figlio di 4 anni.

La decisione presa dal Governo Conte di cancellare la neutrale dicitura ‘genitori’ dalle carte d’identità per i minori, in favore di ‘mamma’ e ‘papà’ ha dato vita ad un caos burocratico che ha avuto umilianti effetti quotidiani sulla vita di centinaia di persone e di bambini.

L’ultima denuncia arriva dalle pagine de LaRepubblica, con una donna dell’hinterland milanese, Laura il suo nome, 40enne con moglie e figlio, che si è ritrovata costretta a mentire, pur di avere il documento per il piccolo, nato 4 anni or sono.

Mi chiamo Laura e mio figlio ora avrà una carta di identità per andare all’estero solo perché io ho mentito e gli ufficiali dell’anagrafe sono stati comprensivi. Per colpa della norma voluta da Matteo Salvini io non sono più la mamma di Edoardo, il bambino che ho partorito quattro anni fa. Perché mio figlio avesse documenti con sopra il nome dei suoi due genitori che lo hanno desiderato tanto a lungo, ho dovuto dire il falso: così ora sulla sua carta di identità c’è scritto che io sono suo padre, e mia moglie, che lo ha riconosciuto, la madre. Questa era l’unica soluzione perché Edoardo non fosse un bambino senza documenti, un ragazzino di serie b, da quando è entrato in vigore il nuovo decreto ministeriale. Viene infatti abolito il termine ‘genitori’, come si usava dal 2015, e si obbliga, nelle carte di identità valide per l’espatrio dei minorenni, a indicare in modo specifico i nomi e cognomi di padre e madre.

Una follia che la politica nostrana ha incredibilmente fatto sorgere, a scapito del buonsenso.

Siamo state sfortunate, avevamo l’appuntamento prenotato da tempo, solo che è capitato il primo giorno in cui è entrato in vigore il decreto voluto da Salvini per fini elettorali. Noi eravamo preoccupate, ma più imbarazzati di noi erano i dipendenti dell’anagrafe che non sapevano bene come fare, come comportarsi. Anche per loro era la prima volta. Ci hanno aiutate, ci hanno capite. Sono stati gentilissimi, comprensivi. Hanno semplicemente preso i nostri dati ufficiali registrati dall’anagrafe e li hanno inseriti nei moduli prestampati già previsti con le diciture padre e madre. E così visto che il bambino ha il mio cognome, quando è nato non ero sposata ma mamma single, automaticamente sono finita nella casella padre.

Una storia surreale, se non fosse tristemente veritiera, che il Governo tutto dovrebbe leggere, provando un più che doveroso e profondo imbarazzo.