Caos per la legge contro l’omofobia. Atteso il voto della Camera

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La Commissione Giustizia prima vota un emendamento che inserisce le definizioni di omofobia e transfobia, poi fa marcia indietro. Alla fine le pregiudiziali di costituzionalità non passano.

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Francesca Businarolo

Francesca Businarolo

Una riunione piuttosto animata quella del Comitato dei nove della commissione Giustizia alla Camera sulle norme contro la transfobia che porta addirittura ad annullare una votazione che aveva approvato una norma che introduceva nel nostro ordinamento le definizioni di omofobia e transfobia. Il casus belli e’ un emendamento a prima firma di Francesca Businarolo (M5s) che sarebbe passato grazie ai voti di Pd e Sel e che dava una definizione dei due termini. Quando, però, il deputato Costa del PDL si è accorto della modifica ha minacciato di denunciare il blitz in Aula perché non rientrava nell’accordo col PD. È stato allora che la presidente della commissione Donatella Ferranti è stata costretta a rimettere in votazione il testo già approvato ma senza più le definizioni della discordia. A quel punto il Pd ha votato contro e la norma è stata respinta.

Il testo cosi’ recitava: “Si intende per omofobia quanto stabilito nella risoluzione del Parlamento europeo 18 gennaio 2006, che la definisce come condotta basata sul pregiudizio e sull’avversione nei confronti delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali, analoghe al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e al sessismo, che si manifestano nella sfera pubblica e privata sotto forme diverse, quali, a titolo esemplificativo: discorsi intrisi di odio e istigazioni alla discriminazione, dileggio, violenza verbale, psicologica e fisica, persecuzioni e omicidio, discriminazioni in violazione del principio di uguaglianza, limitazioni arbitrarie e irragionevoli dei diritti. Tale definizione si applica anche alla ‘transfobia, intesa come avversione specifica nei confronti delle persone transessuali o transgender”. A quanto racconta Businarolo, l’emendamento “aveva ricevuto il parere favorevole del relatore Pd Ivan Scalfarotto ed era stato approvato. Ma quando la presidente della commissione Donatella Ferranti ha letto la riformulazione approvata- continua la deputata M5s- l’esponente del Pdl Enrico Costa e’ saltato alle parole ‘transgender’ e ha detto che quelle formulazioni erano state espulse dal testo dopo un accordo della maggioranza e che quindi avrebbe denunciato la cosa in aula. Dopo un momento di confusione, Ferranti e’ stata costretta a far rimettere in votazione il testo e a quel punto il Pd ha votato contro e la norma e’ stata respinta”.

Una volta in Aula, i deputati hanno però evitato che questa volta le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Lega, Pdl e Fratelli d’Italia affossassero il dibattito sulla legge. Al contrario della scorsa legislatura, infatti, quando i deputati dichiararono il testo incostituzionale, le pregiudiziali sono state bocciate dal’Aula. Il testo potrà quindi essere emendato e votato.

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