Capo di una setta uccide bimbo di 4 anni perché “è gay”

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Era l'unico bimbo della affollata casa in cui viveva la setta a non essere suo figlio, ma la sua colpa era aver toccato il sedere ai fratellini durante...

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Un infanticidio efferato quello commesso da Lucas Moses, leader di una setta religiosa nata da una costola di The Original African Hebrew Israelite Nation of Jerusalem, meglio noti come Black Hebrews. L’uomo, che viveva in una casa insieme a tutte le sue mogli e i figli, ha sparato al piccolo Jades Higganbothan, 4 anni, colpevole, secondo il capo religioso di essere gay.
Jades era l’unico dei bambini che popolavano l’affollata abitazione di Durham (Inghilterra) a non essere figlio di Moses, ma di un altro uomo che la madre Vania aveva frequentato prima di unirsi alla setta.

A rivelare la presunta omosessualità del piccolo sarebbero stati dei giochi con i suoi fratellini durante i quali Jades avrebbe toccato loro il sedere. Questa è stata per Moses una ragione sufficiente per ucciderlo, come stabiliscono i dettami della sua setta, chiudere il corpo in un sacco e tenerlo in casa fino a decomposizione avanzata.
Durante l’omicidio, avvenuto con l’aiuto della madre di Jades, tutti gli altri abitanti della casa avrebbero intonato un Padre Nostro in ebraico antico. Secondo gli inquirenti, Moses è colpevole anche di un altro omicidio, quello di Antoinetta Yvonne McKoy, 28 anni, uccisa per avere tentato di scappare dalla casa in cui viveva reclusa insieme alle altre concubine di colui che le donne chiamavano "Signore".

Le regole della setta prevedevano per le donne solo ruoli legati alla cura della casa e dei figli, imponevano una dieta vegana e vietavano l’uso dei contraccettivi oltre, evidentemente, alla condanna totale dell’omosessualità.
Per Moses, attualmente sotto processo, è stata chiesta la pena di morte.

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