Carcere di Gorizia: la “sezione gay” al centro delle polemiche. “Venga chiusa subito”

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"Nonostante le stanze fossero all'interno di una sezione di per sé chiusa, le loro porte continuavano a essere chiuse dalle ore 16 di ogni giorno".

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Avevamo parlato ad aprile della decisione del carcere di Gorizia di aprire una sezione interamente riservata ai detenuti omosessuali (LEGGI >): mesi fa la questione fece discutere perché i sindacati misero in luce la mancanza di risorse umane e materiali e l’inadeguatezza di un’idea simile, che non fa altro che rendere la detenzione ancora più isolante e traumatica: la sezione inoltre si trova nell’area ristrutturata del carcere, senza dare la possibilità ai detenuti di partecipare alle attività di recupero comuni. Se l’intento apparentemente sembra nobile, il risultato è quello di provocare un isolamento forzato, non lasciando spazio ad un degno recupero.

Ora però è intervenuto anche il Garante nazionale dei detenuti Mauro Palma: se egli aveva già segnalato l’anti-economicità del progetto, l’eccessiva ampiezza degli spazi e l’inaccettabile situazione di separazione senza ricevere alcuna risposta, ora torna a chiedere che la situazione venga risolta. “Nel giorno della visita“, si legge nel rapporto, “la sezione ospitava due persone detenute già presenti nel maggio scorso, indicate come Detenuto 3 e Detenuto 6 (rispettivamente M. D. e S. I.). Erano in due stanze distinte, totalmente separate e chiuse rispetto al resto dell’Istituto e l’unica attività loro concessa era la possibilità di andare in biblioteca una volta a settimana. Nonostante le stanze fossero all’interno di una sezione di per sé chiusa, le loro porte continuavano a essere chiuse dalle ore 16 di ogni giorno. Inoltre la sezione continuava a essere munita per attività in comune (tra i due) soltanto di un ‘calcio-balilla’ e tenuto conto che uno dei due detenuti (Detenuto 6) aveva avuto e continuava ad avere frequenti e prolungate assenze dal reparto sia per ricoveri ospedalieri sia per trasferimenti ad altre sedi per ragioni di giustizia, la proposta di tale unica attività ludica per un detenuto frequentemente solo suscita soltanto amara ironia“.

La richiesta quindi è quella di porre fine all’esperienza della sezione protetti omosessuali e di trasferire le persone attualmente detenute in quegli spazi.

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