Caro Babbo Natale, i desideri dei tuoi bimbi arcobaleno quest’anno sono…

La lunga, lunga lista di cose che, anche quest’anno, Babbo Natale non ci ha portato.

Caro Babbo Natale,
anche se tutti dicono che non esisti e che dovremmo smetterla di credere nei miracoli, noi perseveriamo: vogliamo testardamente continuare a sognare, qualcuno direbbe a non voler crescere, e quindi a sperare che questa lettera possa servire a qualcosa.

Nel 2016 qualcosa era arrivato: un surrogato, come quando da bambino chiedevi un mega robot transformer o una barbie nuova di zecca e invece ottenevi qualcosa di rimediato dal mercatino dell’usato sotto casa. Un surrogato che, per la prima volta, ci ha fatto credere di poter essere ascoltati e che i desideri miei e dei miei amici potessero essere esauditi almeno parzialmente.

Da questo 2017, invece, ci saremmo aspettati qualcosa in più che non è arrivato. Credevo che ci avresti dato la forza di lottare ancora e di ripartire da capo, chiedendo a gran voce quei diritti che non siamo riusciti a ottenere. Invece ci siamo un po’ spenti. È stato un anno, come dire, interlocutorio.

Il 2018 però è ormai alle porte e, caro Babbo Natale, lo attendiamo sempre con grandi aspettative e speranze. Puoi aiutarci?

Ti chiediamo:

Unità nel movimento. Ci piacerebbe fare pace con le nostre sorelle di Arcilesbica, che in questo anno interlocutorio si sono fatte un po’ di nemici: le persone transessuali, la Gpa (gestazione per altri), gli omosessuali che diventano padri e chi non si riconosce nel binarismo di genere. Provocazioni e strappi interni, ci abbiamo fatto il callo quest’anno. Ma è importante guardare nella stessa direzione, se è vero che vogliamo le stesse cose. Se è vero.

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Ci piacerebbe festeggiare l’approvazione del matrimonio egualitario. Perché se una legge allarga l’orizzonte della felicità senza mettere in discussione quella altrui è una legge giusta. E perché le vicine Austria e Germania, a cui ci siamo ispirati per la legge sulle unioni civili del 2016, hanno nel frattempo fatto un altro passo in avanti. Babbo Natale, guarda una mappa europea dei Paesi che hanno approvato il matrimonio egualitario e poi dicci se non tocca proprio a noi: Portogallo, Spagna, Francia, Inghilterra, Irlanda, Belgio, Olanda, Germania, Austria, Malta, Danimarca, Lussemburgo, Finlandia, Svezia, Norvegia e… Islanda. Anche nel profondo e glaciale Nord si sono dimostrati più caldi e umani di noi.

Babbo Natale

Ci piacerebbe che i nuclei familiari già esistenti venissero tutelati. Forse ne hai sentito parlare, Babbo Natale, si chiama stepchild adoption: è l’adozione del figlio del partner. L’amore non ha confini, come sai, e riteniamo giusto che a un rapporto affettivo corrisponda anche un adeguato rapporto giuridico contraddistinto da diritti e da doveri. I tribunali hanno detto e ridetto che l’orientamento sessuale o il genere dell’adottante non sono impedimenti validi. La legge Cirinnà prevedeva inizialmente anche questo aspetto, stracciato all’ultimo come un pezzo di carta qualsiasi. Un pezzo di carta a cui tante famiglie si erano aggrappate.

Vorremmo poter adottare dei bambini. Come può l’orientamento sessuale di una persona pregiudicare o compromettere la creazione di un ambiente sicuro, armonioso e protetto? È la qualità delle relazioni affettive a generare un futuro adulto equilibrato: a dirlo, da tempo ormai, la letteratura scientifica. Guardati attorno, Babbo Natale: siamo certi che te ne sarai accorto.

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Babbo Natale

Vorremmo che la politica facesse il suo lavoro. Vorremmo che capisse che i temi che ci stanno a cuore non possono essere ridotti a meri strumenti elettorali, barattati o sottoposti a pubblica discussione come fossimo al bar la domenica sera a parlare di sport. Della vita delle persone non si può parlare con leggerezza, anche se è legittimo che si alimenti un dibattito legato alla comunità LGBT, anzi è importante! La visibilità è importante, è (quasi) tutto. Dirsi significa poter essere riconosciuti. Essere riconosciuti significa esistere. È un’equazione abbastanza semplice, anche se c’è chi talvolta la dimentica. E la cosa buffa è che a dimenticarla sono persone della comunità LGBT stessa. Insegnaci a essere meno Gabbana buffi.

Babbo Natale, in questo 2017 interlocutorio siamo rimasti un po’ a digiuno. Abbiamo la pancia vuota, quindi – se tu lo vorrai – noi siamo pronti ad apparecchiare la tavola per i diritti a venire. Se non riuscirai a fare tutto lo capiremo, come abbiamo sempre fatto, ma non ci arrenderemo e te lo chiederemo ogni anno e ogni volta che potremo con sempre più forza e con sempre meno pazienza. Perché sai, Babbo Natale, ci ripetono che non esisti e che non dovremmo credere nei miracoli. Ma qui non si tratta di miracoli, né di credere a Babbo Natale. Qui si tratta delle nostre vite.