Casa a Firenze? Comune aiuta le coppie under 35, anche gay

Novità in arrivo per le giovani coppie, anche gay, che convivono da almeno tre anni. Il Comune di Firenze stanzia fondi per chi vuole comprare casa nella culla del Rinascimento.

Il Comune di Firenze stanzierà 250mila euro per aiutare le giovani coppie, anche gay, che vogliono comprare casa in città. Il bando partirà entro fine mese, ha dichiarato al Corriere Fiorentino l’assessore alla Casa, Claudio Fantoni (Pd), e ne potranno usufruire coppie che vivano assieme almeno da tre anni dalla data di pubblicazione del bando, senza distinzioni di sesso. Il fondo è di garanzia e riguarderà le prime cento coppie che entrano in graduatoria che avranno a disposizione un massimo di 10 mila euro nel decennio che potranno servire nel caso in cui per (documentate) sopraggiunte e improvvise difficoltà economiche non siano in grado di pagare le rate del mutuo.

I requisiti sono molto semplici. Il fondo è disponibile solo per gli under 35. L’immobile deve essere acquistato a Firenze, non possedere caratteristiche di lusso e deve avere una superficie utile non inferiore ai 45 metri quadrati e non superiore a 95. Il mutuo ipotecario sottoscritto dalla coppia o da sottoscrivere deve essere di almeno 80 mila euro.

Nel bando c’è scritto chiaramente che i beneficiari potranno essere anche i conviventi di fatto, "intendendosi con questo termine il nucleo di persone fondato su stabile convivenza more-uxorio". «Senza distinzione di genere, senza preclusioni a coppie omosessuali o a fratello e sorella, fratello e fratello», specifica l’assessore Fantoni.

Ti suggeriamo anche  Toscana Pride, il Comune di Firenze nega ancora una volta il patrocinio

Polemiche per la decisione sono arrivate dall’opposizione. «Il bando – spiega Gabriele Toccafondi, parlamentare fiorentino del PdL – è una lodevole iniziativa, ma un ente pubblico ha il dovere di impegnare i propri fondi per aiutare le famiglie, così come la nostra costituzione intende, ovvero fondata sul matrimonio. Chi si sposa, con rito civile o religioso, si prende un impegno – prosegue Toccafondi – che lo stato e l’ente pubblico devono riconoscere ed aiutare. Bene quindi il bando del comune di Firenze. Ma in questo senso cosa c’entra accomunare chi questo impegno se lo prende e chi invece decide diversamente? Sull’apertura del bando a coppie formate da persone dello stesso sesso invece – conclude il deputato PdL – penso che la questione non sia altro che una trovata di qualcuno per far parlare di sé».

Fa sentire la sua voce anche l’arcivescovo, monsignor Giuseppe Betori, che incalzato dai giornalisti ha detto: «Tenendo conto delle ristrettezze delle risorse a disposizione per le politiche sociali -ha affermato monsignor Betori- ci si aspetterebbe che fossero valorizzate la realta’ che hanno una valenza e una ricaduta su tutta la societa’ e quindi ci si aspetterebbe un aiuto e una promozione di politiche sociali a favore della famiglia fondata sul matrimonio, quella che la Costituzione tutela».