Cascina: il Comune nega la sala consiliare senza motivo, Michela e Debora si uniscono a Pisa

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La sala sarebbe stata indisponibile per un convegno, ma è rimasta vuota. Cirinnà: "La felicità non si può fermare".

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Doveva essere la prima unione civile di Cascina.

Ma a Cascina, il comune toscano tristemente noto per le posizioni omofobe della sindaca leghista Susanna Ceccardi (LEGGI >), le unioni civili non sono ancora state celebrate. Il Comune aveva respinto la richiesta di Michela e Debora, che avevano chiesto la sala consiliare per il 21 gennaio per celebrare la loro unione civile: il motivo? La sala è occupata da un evento culturale. Michela e Debora non si sono abbattute e hanno optato per l’unione a Pisa, officiata dall’assessore Maria Lisa Chiofalo.

Peccato poi scoprire che in realtà proprio il 21 gennaio la sala consiliare è rimasta chiusa: “l’irrimandabile iniziativa” dell’assessore Luca Nannipieri che doveva avervi luogo è stata inspiegabilmente rimandata. A prova del sospetto inadempimento è stata scattata una foto da uno dei consiglieri dell’opposizione: la sala, come si può constatare, è vuota.

Si è accesa di nuovo la polemica: il PD dichiara che “il Comune di Cascina si mette fuori dalla storia italiana e lo fa con sotterfugi di basso profilo. La prima unione civile tra due cascinesi dello stesso sesso si è celebrata a Pisa, vista l’ostilità manifestata dagli amministratori cascinesi e visto che quegli stessi amministratori avevano negato l’utilizzo della sala del consiglio comunale per la cerimonia di registrazione. Il rifiuto della sala ha però trasformato una battaglia solo ideologica in un imbarazzante gioco a nascondino. Con un (quantomeno sospetto) colpo di fortuna proprio in quel momento il destino si è schierato dalla parte della sindaca Susanna Ceccardi, facendo coincidere un’irrimandabile iniziativa dell’assessore Luca Nannipieri con la celebrazione della prima unione civile. L’amministrazione ha preferito annullare il momento di felicità di due persone in favore dell’evento dell’assessore”. E la nota continua: “Gli amministratori hanno così informato la coppia che il 21 gennaio la sala sarebbe stata occupata per un evento culturale. L’importante convegno sembra però essere rimasto nel cassetto: nessun titolo, nessun relatore e nessun materiale di presentazione. E, a quel che è dato sapere, il 21 gennaio la sala è rimasta chiusa e buia per una sopraggiunta indisposizione di Nannipieri. Un’indisposizione di precisione chirurgica, che non gli ha impedito di essere in teatro la sera del 20 gennaio e pronto a ricevere ospiti a Casa Nannipieri nel pomeriggio del 21 gennaio. Peccato, sarebbe stato il secondo appuntamento promosso dall’assessore in sette mesi, dato che per ora si ricorda solo la discutibile assegnazione della cittadinanza cascinese a Magdi Cristiano Allam. Per il resto sono stati mesi di interventi pubblici di poco spessore”.

Una stranissima coincidenza, che fa riflettere: dal canto suo Susanna Ceccardi, raggiunta dei microfoni de Il Tirreno, ha dichiarato: “Hanno scelto di sposarsi a Pisa? Rispetto la loro scelta. Non condivido la legge Cirinnà, per cui non avrei celebrato la loro unione. L’hanno fatto a Pisa, così almeno si è conclusa questa sotria che puzzava tanto di politicizzata e strumentale. Contenti loro, contenti noi“.

Anche Monica Cirinnà manifesta la sua indignazione su Facebook: “Nonostante la meschinità della sindaca di Cacina che ha negato la sala, la felicità non si può fermare“.

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