Casini ancora all’attacco: “Imporre matrimoni gay è violenza”

Il leader dell’Udc, in due diverse interviste, torna a parlare contro il matrimonio gay che, dice, molti gay non vorrebbero, e contro le adozioni che non garantirebbero “un’affettività naturale”.

Imporre il matrimonio gay sarebbe una violenza. A dichiararlo è Pierferdinando Casini, leader dell’UDC che in un’intervista a Radio24 ha dichiarato: “Noi riteniamo che tante persone dello stesso sesso conviventi, che vivono con grande dignità, serenità e amore il loro rapporto, non chiedono di essere parificate a un uomo e una donna che si sposano e fanno figli perché sanno bene che la natura ha un percorso diverso. A me sembra una violenza quella dell’imposizione del matrimonio tra gay, della parificazione al matrimonio tra uomo e donne“. “Secondo me – ha continuato il leader centrista tralasciando il fatto che una legge che consenta il matrimonio gay non impone alle coppie dello stesso sesso di sposarsi – è una violenza che francamente ritengo che tantissime persone che vivono con serenità il loro amore non chiedono“.

Per Casini, “la natura porta a far sì che il matrimonio, che è finalizzato alla procreazione, sia tra un uomo e una donna: non è colpa mia se due uomini non possono avere figli e due donne riescono difficilmente”. E a questo punto tirai n ballo l’avversario politico, Vendola, e i presunti diritti dei bambini che le teorie contrarie alle adozioni gay dicono di voler salvaguardare. “Quando vedo due omosessuali, Vendola per esempio, che pretendono di avere un figlio in adozione – conclude Casini-, per me è una pretesa che cozza contro il diritto di un bambino a un’affettività naturale, materna e paterna. E io sto col diretto del più debole”.

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Il segretario dell’Udc, poi, continua parlare di coppie gay in un’altra intervista rilasciata all’agenzia di stampa Vista. “Noi siamo per riconoscere diritti alle coppie conviventi punto e basta – precisa -: le famiglie sono composte da un uomo e una donna e non riteniamo che due omosessuali possano costituire un nucleo familiare. Possono convivere liberamente come già possono fare”.