Cassazione: estendere i diritti delle coppie di fatto

di

Secondo la Corte di Cassazione occorre estendere i diritti al risarcimento di chi perde un “caro” anche nei casi nelle “situazioni di vita in comune”. Le reazioni della...

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
1071 0

ROMA – Sostanziale apertura al riconoscimento di pari diritti per le coppie conviventi da parte della Corte di Cassazione in una sentenza nella quale si legge che “l’attuale movimento per l’estensione della tutela civile ai Pacs (Patti civili di solidarietà, ovvero stabili convivenze di fatto) conduce all’estensione della solidarietà umana anche a situazioni di vita in comune”. La sentenza 15760 della III sezione civile della Cassazione si riferisce al caso della richiesta di risarcimento da parte dei familiari di Giovanni L., un minorenne che nel 1989 mentre si trovava in vacanza a Taormina venne travolto a bordo di un pedalò e morì successivamente all’ospedale di Messina. I genitori e il fratello avevano avviato il procedimento di richiesta di risarcimento per i danni morali conseguenti il decesso del loro congiunto e la cassazione ha dato loro ragione. Nelle motivazioni della sentenza relative al caso in questione il relatore Giovanni Battista Petti precisa che nei casi come questo di risarcimento per la perdita di un congiunto va considerato il bene all’integrità e alla solidarietà familiare “da considerare sia in relazione alla vita matrimoniale che in relazione al rapporto tra genitori e figli e tra parenti prossimi conviventi”. Nella sentenza si legge anche che “L’attuale movimento per la estensione della tutela civile dei Pacs conduce appunto alla estensione della solidarietà umana a situazioni di vita in comune, e dunque prima o poi anche i nuovi parenti vittime di rimbalzo lamenteranno la perdita del proprio caro.”
Immediate le reazioni del mondo politico, responsabile dell’imbarazzante arretratezza in questo campo dell’Italia a livello europeo. Vladimir Luxuria ha accolto la sentenza della Cassazione con grande soddisfazione, dal momento che fa esplicito riferimento ai PaCS, istituto giuridico che «conduce all’estensione della solidarietà umana a situazioni di vita in comune.» Per l’onorevole di Rifondazione Comunista la sentenza è «un’ ulteriore dimostrazione che la politica è ancora troppo lenta, che di fronte a una società dinamica abbiamo avuto troppi anni di immobilismo intellettuale. A questo punto, credo che il dibattito parlamentare sulle unioni civili più che una questione etica sia una questione di emergenza. La politica non può voltare la testa dall’altra parte di fronte a situazioni sempre più frequenti della nostra realtà.» Per la senatrice Manuela Palermi, presidente del gruppo Insieme per l’Unione Verdi-Pdci, «il fatto che la Corte riconosca che l’estensione della tutela civile ai Pacs conduce all’estensione della solidarietà umana è una pietra miliare importante. Adesso la politica faccia la sua parte, è il momento giusto.» Per contro, sul fronte dei refrattari ad ogni possibile cambiamento legislativo che segua l’evoluzione del costume e della società, tra i primi a commentare c’è il capogruppo dell’Udc alla Camera, Luca Volonte’, che in una nota afferma che «la Cassazione ci stupisce, offrendo questa volta un’apertura di fatto ai Pacs. Preoccupano ancor di più certe posizioni politiche assunte non dalla sinistra più radicale, a cui siamo ormai abituati, ma da organi che dovrebbero essere preposti solo a funzioni giurisdizionali.»
Sergio Lo Giudice, il presidente nazionale di Arcigay, commenta che «sarebbe semplicemente crudele ed inumano negare il danno morale dovuto alla perdita di un proprio familiare, anche se si tratta di un partner non sposato. Quando parliamo di Pacs e di riconoscimento giuridico delle coppie eterosessuali o omosessuali che lo desiderino, ci riferiamo a qualcosa che è già da diversi anni una realtà sociale e giuridica in tutti gli altri grandi paesi europei (Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna, ecc.). Basterebbe spingere il nostro sguardo oltre le Alpi per verificare se davvero i Pacs possano rappresentare, come qualcuno strumentalmente sostiene, un pericolo per la famiglia. Ringraziamo la III sezione civile della Corte di Cassazione per aver, con la sentenza di oggi, arricchito il dibattito in corso di uno spunto di ulteriore concretezza.» (RT)

Guarda una storia
d'amore Viennese.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...