Cassazione: “Sullo stesso piano famiglie e coppie di fatto”

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Lo stabilisce una sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato il carcere per un uomo che ha maltrattato per anni la convivente. Concia: "La Cassazione registra la...

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La Corte di Cassazione, in una sentenza che riguarda un caso di violenza domestica, ha riconosciuto le coppie di fatto considerandole, almeno per quanto riguarda i maltrattamenti, al pari delle famiglie legalmente riconosciute come tali. In sostanza, la sentenza stabilisce che non c’è alcuna differenza tra le violenze compiute verso la moglie e quelle, invece, ai danni della convivente. In entrambi i casi, infatti, può essere configurato il reato di maltrattamenti in famiglia, previsto all’articolo 572 del codice penale, poiché questo comprende anche le situazioni delle ‘famiglie di fatto’. In base a questo principio , la Cassazione ha confermato il carcere per un uomo indagato per aver sottoposto per anni la convivente a continue violenze fisiche e morali. Contro la decisione del Tribunale del Riesame di Napoli, che aveva confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal gip di Santa Maria Capua Vetere nei confronti dell’uomo, la difesa aveva presentato ricorso alla Suprema Corte, rilevando che non poteva configurarsi il reato di maltrattamenti in famiglia, dato che la persona offesa era una "semplice convivente".

La quinta sezione penale della Cassazione non è stata dello stesso avviso e ha dichiarato inammissibile il ricorso: "ai fini della configurabilità del reato di maltrattamenti in famiglia – si legge nella sentenza n.20647 – non assume alcun rilievo la circostanza che l’azione delittuosa sia commessa ai dani di persona convivente more uxorio". Infatti, spiegano i giudici di piazza Cavour, "il richiamo contenuto nell’art.572 c.p. alla ‘famiglia’ deve intendersi riferito ad ogni consorzio di persone tra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo, ricomprendendo questa nozione anche la ‘famiglia di fatto’". Basta soltanto che "si tratti di un rapporto tendenzialmente stabile, sia pure naturale e di fatto – continuano i magistrati – instaurato tra due persone con legami di reciproca assistenza e protezione". Nel caso trattato dalla Corte, dunque, risulta "l’esistenza di una vera e propria stabile convivenza di fatto, durata oltre 10 anni, dalla quale sono nate due figlie, dando luogo – conclude la Suprema Corte – ad una situazione qualificabile come famiglia di fatto, i cui componenti sono ricompresi nella tutela prevista dall’articolo 572 c.p.".

Sulla vicenda si è espressa la deputata del PD Paola Concia. "La Cassazione registra la realtà… la politica quando lo farà? Proviamo con lo scioglilingua – ironizza l’onorevole – chissà che la politica capisca finalmente che la società è avanti.

Da anni la Cassazione dice che le coppie di fatto sono famiglie; ed oggi – aggiunge Concia – la Suprema Corte lo ha precisato di nuovo". Uno spunto in più, insomma, e questa volta direttamente dalla Suprema Corte, per parlare di coppie di fatto e di società reale. "Il re è nudo, così come le bugie di chi millanta che per famiglia si deve intendere solo quella basata sul matrimonio. I casi sono due – conclude Concia – o i giudici della cassazione sono cocciuti, perché insistono a dire che le coppie di fatto sono famiglie… o, ad essere cocciuti sono i politici, che si ostinano a negarlo. Che sia la volta buona?".

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