Cecenia, la drammatica storia di un bisex torturato che ora chiede asilo politico

Fuggito ad Amsterdam non ha ottenuto l’asilo politico, tanto da scappare a Barcellona. “Se torno in Cecenia mi uccidono”, urla disperato Elbrus. Ecco la sua drammatica storia.

Un uomo bisessuale è stato torturato dopo aver cercato di ottenere prove dell’epurazione omofoba cecena. Elbrus, trentaduenne russo, è fuggito dopo essere stato rapito, torturato, minacciato e ricattato.

L’uomo ha raccontato la sua storia a GayStarNews. Dal 2016 le persone LGBT vengono arrestate, detenute, torturate e giustiziate in Cecenia. Una “purga” omofoba che il presidente Ramzan Kadyrov ha sempre negato, con la complicità di Vladimir Putin. Elbrus viene dalla Repubblica di Karachay-Cherkessia, nelle montagne del Caucaso. Per anni ha lavorato in una fattoria, fino a quando alcuni amici non hanno iniziato a cercare più prove possibili del genocidio di gay e lesbiche nella Repubblica cecena. Dinanzi a quei video, Ebrus ha deciso di intervenire personalmente.

Il 28 maggio scorso, gli agenti ceceni l’hanno trovato e rapito, torturato, minacciato e ricattato, chiedendogli di eliminare tutte le prove che ha scoperto sull’Omocausto ceceno. A ottobre, dopo essere stato liberato, Elbrus è riuscito a scappare da Mosca a Belgrado, fino ad Amsterdam, dove chiesto lo status di rifugiato. Dopo aver trascorso sei mesi in un campo profughi, nel maggio scorso la sua richiesta è stata respinta.

I funzionari hanno sottolineato come Elbrus non potesse “dimostrare di appartenere alla comunità LGBT”. Le persone bisessuali, da questo punto di vista, hanno ancor meno possibilità di ottener esilo rispetto ai gay, alle lesbiche e ai transgender. Molti vengono riportati nei loro Paesi d’origine, dove ad attenderli c’è la morte.

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Il 12 luglio Elbrus ha ricevuto l’ordine di lasciare i Paesi Bassi. Ma invece di tornare in aereo in Russia, è fuggito a Barcellona, ​​in Spagna. Il 31enne ha dormito in strada, e teme la deportazione.

Sarò rapito e probabilmente ucciso se torno in Cecenia. Le forze di sicurezza mi hanno sottoposto a torture e umiliazioni, picchiato, ricattato. La ragione è il mio orientamento sessuale e quello che ho fatto. Promettono di uccidermi se torno in patria.

Acathi, un’organizzazione benefica LGBT di Barcellona, ​​ha dichiarato di voler assistere Elbrus.Se ottengo l’asilo inizierò la mia vita da zero. Voglio imparare una lingua e lavorare. E mi sforzerò di essere felice“.