“Equiparare coppie gay e etero”. Ma il governo non presenterà decreti

Il viceministro alle Pari Opportunità Guerra dice che i tempi sono maturi per nozze gay e adozioni. Ma esclude che sia il Governo a prendere queste decisioni. “Temi sensibili, decida il Parlamento”.

“Basta aspettare. Sulle unioni civili, anche omosessuali, il Paese è maturo per un dibattito trasversale”. La Viceministro del Lavoro con delega alle Pari opportunità Maria Cecilia Guerra, si è dichiarata convinta che “non ci sono motivi per trattare in modo diverso una coppia omosessuale da una eterosessuale”. E questo “vale anche per le adozioni”.

Dunque, se non altro perchè la disponibilità verso i gay mostrata in questi mesi da Papa Francesco rappresenta “un’apertura all’ascolto molto impoortante”, a giudizio della Viceministro, da parte della politica – e segnatamente del Parlamento- “l’intervento di Renzi sulle unioni civili anche omosessuali deve essere ascoltato” perchè “questo è un problema che deve aspettare, non più”.

“Il Paese – ha sottolineato Guerra, intervistata dal Corriere della Sera- è maturo per questo. . Deve essere un dibattito trasversale, sereno. Ci sono leggi già in Parlamento sulle unioni civili, bisogna dare seguito a quelle. Deciderà il Parlamento”. Mentre la questione deve restare fuori dal patto di governo. Il governo è maggioranza e questo non è un tema che deve essere affrontato da una maggioranza o da una parte politica. Non deve essere un tema da campagna elettorale”.

Detto questo, Guerra ha reso pubblica la propria “personale” posizione, favorevole al riconoscimento giuridico di unioni e adozioni gay. “Per me non ci sono motivi – ha affermato- per trattare in modo diverso una coppia omosessuale rispetto ad una coppia eterosessuale. Siamo sempre davanti a due persone che hanno un rapporto d’amore e sono disponibili ad una relazione di recipro- cità fatta di diritti e doveri, di responsa- bilità rispetto alla società. Del resto in molti Paesi d’Europa i due tipi di coppie sono già equiparate. Sono tanti. La Gran Bretagna, la Francia, l’Olanda, la Svezia, il Belgio, la Danimarca. Poi ci sono anche la Germa- nia e il Portogallo, lì però ci sono dei di- stinguo che riguardano le adozioni per le coppie omosessuali”.

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