Celebrazioni: l’Europa dei pari diritti civili ha 50 anni

Un’Europa senza discriminazioni e con pari diritti per tutti. Il Papa continua a rimpiangere l’omissione alle “radici cristiane”. La risposta di Emma Bonino e Daniel Cohn-Bendit

BERLINO – Grandi celebrazioni nel fine settimana per la ricorrenza della firma dei trattati di Roma che, nel marzo 1957, sancirono la nascita di quella che sarebbe poi diventata l’Unione Europea. I rappresentanti dei 27 capi di Stato per l’occasione hanno firmato una dichiarazione comune nella quale si ricorda di come l’unificazione europea abbia “permesso di raggiungere pace e benessere” e di come l’integrazione europea sia derivata dall’insegnamento “tratto da conflitti sanguinosi e da una storia di sofferenze”. Nel testo si ricorda di come l’UE consenta “di realizzare i nostri ideali comuni: per noi l’essere umano è al centro. La sua dignità è inviolabile. I suoi diritti inalienabili. Donne e uomini hanno pari diritti. Aspiriamo alla pace e alla libertà, alla democrazia e allo stato di diritto, al rispetto reciproco e all’assunzione di responsabilità, al benessere e alla sicurezza, alla tolleranza e alla partecipazione, alla giustizia e alla solidarietà. (…) Anche nella lotta contro i loro oppositori difenderemo il diritto alla libertà e i diritti civili. Razzismo e xenofobia non devono trovare mai più terreno fertile.”

Dal Vaticano Benedetto XVI è voluto intervenire sulla questione e lo ha fatto grazie a un Congresso opportunamente organizzato dalla Commissione degli Episcopati della Comunità Europea. Notoriamente i vertici ecclesiastici sono rimasti alquanto delusi del fatto che nei trattati istitutivi europei non sia stato inserito nessun riferimento alle radici cristiane, quindi Ratzinger è tornato sull’argomento dicendo che la Comunità Europea “ha un’identità costituita da un insieme di valori universali, che il Cristianesimo ha contribuito a forgiare, acquisendo così un ruolo non soltanto storico, ma fondativo nei confronti dell’Europa.” Chiedendosi poi: “Non è motivo di sorpresa che l’Europa odierna, mentre ambisce di porsi come una comunità di valori, sembri sempre più spesso contestare che ci siano valori universali ed assoluti? Questa singolare forma di “apostasia” da se stessa, prima ancora che da Dio, non la induce forse a dubitare della sua stessa identità?”

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Una pronta risposta arriva in una dichiarazione di Emma Bonino, Ministro del Commercio Internazionale e per le Politiche Europee…

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Una pronta risposta arriva in una dichiarazione di Emma Bonino, Ministro del Commercio Internazionale e per le Politiche Europee: “I moniti di Papa Benedetto XVI investono indubbiamente grandi questioni di società, e quindi di grande, specifico, valore morale, che interpellano governanti, forze politiche e cittadini. Ma in che termini? I padri fondatori della Comunità europea erano tutti, o quasi, ‘democristiani di ferro’, nonché cattolici praticanti, da De Gasperi a Schuman a Adenauer” prosegue la ministro Bonino, “e sicuramente erano ben consapevoli delle ‘radici cristiane’ della civiltà europea. Ma per loro, nei trattati che oggi celebriamo, fu naturale semmai riferirsi ai frutti di libertà, democrazia, solidarietà, laicità che da quelle radici si sono sviluppati e che sono alla base del progetto di integrazione europea. Cosa erano, apostati?” si chiede Emma Bonino. “Ed è forse apostata l’Unione europea nel suo complesso, o lo sono le sue istituzioni, a partire dal Parlamento europeo, solo perché esprimono le loro posizioni, nell’esercizio delle proprie prerogative e responsabilità senza consultarsi con la Segreteria di Stato? Il Papa”, conclude Bonino, “forse ha come modello la politica italiana, dove troppi politici dimentichi della rigorosa, grande tradizione dei cattolici liberali, sono invece usi chinarsi al bacio del santo piede, ma l’Europa è, e deve rimanere, una realtà più complessa e articolata.”

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Ancor più schietto e senza peli sulla lingua Daniel Cohn-Bendit, copresidente dei Verdi al Parlamento europeo, che non ha affatto gradito le rimostranze papali sull’Unione Europea: «Il camerata Ratzinger ha rivelato la sua vera natura: ora sappiamo che combatte una battaglia contro la modernità» ha detto in un’intervista al quotidiano La Stampa. L’europarlamentare francese nota come «gli uomini politici italiani sono sempre in ginocchio davanti al Vaticano e mescolano continuamente la loro fede con la politica del loro paese» e ritiene che quello che predica Ratzinger non abbia nulla «a che fare con i valori europei, lui difende la sua bottega» e critica anche la Chiesa per i suoi tentativi di rallentare il progresso e la modernità: «Lo abbiamo visto anche con l’intervento sui Pacs, quando il Papa ha detto che nessuna legge umana può sostituirsi alla legge di Dio. Il suo obiettivo è portare i dogmi della religione sopra le leggi della Repubblica.» Cohn-Bendit fa anche un riferimento al tema del confronto con la comunità musulmana sempre più presente sul territorio europeo e crede che la risposta giusta debba venire da un’Europa laica, perché «Non si può utilizzare un dogma per innalzare le difese contro un altro dogma. La risposta è la tolleranza, l’integrazione e il Dialogo. La risposta sono i valori laici europei». (Roberto Taddeucci)

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