CENSIMENTO DA FARE

Editoriale di Alessio de Giorgi per la visibilità

La notizia c’è ed è tutta positiva: per l’ISTAT le coppie dello stesso sesso sono famiglia. Punto e basta. Senza ma e senza se. Senza richiedere il matrimonio, come vorrebbero Sua Santità e Storace. Senza essere registrati da nessuna parte. Senza neppure dover avere la residenza nella stessa casa. Basta vivere insieme e, come per magia, si è famiglia. Con la "f" maiuscola, aggiungiamo noi.

Ci voleva l’Istituto Nazionale di Statistica ed il Censimento 2001 per prenderne atto, ma meglio tardi che mai. E non è un caso: ad accorgersi del fenomeno sono innanzitutto coloro che istituzionalmente i mutamenti sociali non li devono nè giudicare nè controllare nè governare, ma solo registrare. Ed il fenomeno delle coppie di fatto anche tra persone dello stesso sesso è un fenomeno sociale, checchè ne dicano i nostri nemici.

Ora la palla sta a noi. Evitiamo di nasconderci. Qui non si tratta di dichiararsi in famiglia, sul lavoro, con il mondo intero – cose peraltro augurabili, ma che sicuramente sono più "pesanti" -. Qui si tratta semplicemente di evitare la totale clandestinità. Chi convive col proprio compagno o con la propria compagna eviti di chiedere all’operatore del censimento di avere due moduli di famiglia perchè: "sa, usiamo la stessa casa, noi non conviviamo, siamo solo amici". Non occorre: gli operatori se non chiederemo qualcosa di diverso, vi daranno un unico foglio di famiglia.

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Se invece l’operatore dell’ISTAT ha intenti moralizzatori e vedendo due persone dello stesso sesso vi da due fogli di famiglia, in tal caso compilatene uno solo e gettate via l’altro: quando passerà a ritirarli non è tenuto a chiedervi spiegazioni!

Ancora, quando nel foglio di famiglia dovrete dire quale relazione avete col capo-famiglia, barrate la casella "convivente", che è quella condizione – come ci ha detto nell’intervista la curatrice di questa parte del censimento – dove tipicamente il legame è di tipo affettivo. Non fingiamo: siamo noi stessi.

Ma a cosa serve tutto ciò? A schedarci? No, nulla di tutto questo. L’Istat, come per mille altre informazioni che daremo nel questionario relativamente ad esempio al nostro reddito, ci assicura la massima privacy: il foglio di famiglia sarà infatti anonimo e quindi sarà impossibile risalire all’identità di chi l’ha compilato. Dichiararsi come coppia serve a contarci, a sapere quante sono le coppie dello stesso sesso in Italia: ci assicurano infatti che se i dati dovessero essere significativi, l’Istat ci farà sapere quante sono le coppie gay in Italia.

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