Censimento in Usa, gay e lesbiche: “Contate anche noi”

Per la prima volta, il censimento statunitense conterà le coppie omosessuali, che siano sposate o no. Nessun conteggio verrà fatto, però, dei singoli. Ma c’è l’adesivo rosa di Queer the Census.

Jaime Grant, direttrice del Policy Institute del National Gay and Lesbian Task Force, ha esultato quando ha scoperto che, per la prima volta nella storia il censimento statunitense del 2010 conterà le coppie gay e lesbiche. Dopo un primo momento di felicità, però, Grant si è resa conto di quello che ha considerato un grosso problema: le coppie verranno censite come gay, lesbiche o eterosessuali, ma i singoli no.

"Credo che questo suonerà molto strano alla nostra comunità – ha dichiarato -. Molti di noi non sono sposati. Molti altri non hanno relazioni stabili".

Da questa constatazione è nata la campagna "Queering the census" grazie alla quale tutte le persone lgbt che lo desiderano potranno attaccare un adesivo, ordinabile sul sito del National Gay and Lesbian Task Force da attaccare sul retro della busta che contiene il questionario del censimento, prima di rimandarla all’ufficio deputato alla raccolta. Sull’adesivo, rigorosamente "rosa queer" c’è scritto: "Attenzione: ufficio del Censumento degli Stati Uniti, è ora di contare tutti!"

Più in basso, si può indicare il proprio orientamento sessuale scegliendo tra: lesbica, gay, bisessuale, transgender o etero solidale. Infine, sotto il nome dell’associazione si legge: "Ognuno merita di essere contato. E’ tempo di Queerthecensus.org".

La voce s’è sparsa in men che non si dica e su Facebook c’è un gruppo che raccoglie le foto di chi ha aderito alla campagna, con il suo adesivo in mano, poco prima di attaccarlo sulla busta.

"Vogliamo che tutti questi adesivi facciano da stimolo. Noi siamo qui e ci aspettiamo di essere presi in considerazione – ha dichiarato Jaime Grant -. Abbiamo avuto un’ottima risposta. E’ stato incredibile".

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L’associazione ha spedito più di 10.000 adesivi ai gruppi di New York, mentre moltissime sono le persone che lo hanno ordinato direttamente sul sito o lo hanno scaricato e stampato da sé.

"Non vengo contata per niente – ha dichiarato Yana, pubblicista 28enne di Brooklyn -. I single gay restano sostanzialmente invisibili agli occhi di un sondaggio che dovrebbe dare una rappresentazione di chi vive in America".

L’ufficio del censimento non conteggerà le riposte degli sticker, naturalmente, ma l’associazione spera che serva a fare in modo che le cose cambino nel prossimo censimento del 2020.

"non è una questione di esprimere se stessi – ha concluso la direttrice -. Questo tipo di statistiche hanno un valore aggiunto ed è quello di smentire gli stereotipi a prposito di dove e come vivono le persone gay".