Centinaia a Vilnius, la polizia carica i contestatori

Fumogeni e bottiglie incendiarie contro i partecipanti al Baltic Pride per le strade della capitale lituana. La polizia arresta diciannove contestatori omofobi tra cui due parlamentari.

Centinaia di persone hanno sfilato oggi per le strade di Vilnius, la capitale lituana e sede del Baltic Pride 2010. La manifestazione, autorizzata soltanto ieri sera dopo che il tribunale amministrativo lituano ne aveva in precedenza vietato lo svolgimento, ha fatto registrare momenti di grande tensione quando un consistente gruppo di contestatori si è scontrato con le forze dell’ordine.Ne danno notizia le agenzie di stampa. La situazione ha rischiato di precipitare quando, al grido di "morte agli omosessuali" e "Lituania ai lituani", circa tremila oppositori hanno occupato l’area circostante al Reval Hotel, lanciando bottiglie e bombe fumogene contro gli agenti.

Diciannove contestatori sono finiti in manette, tra loro anche due membri del parlamento. Scopo della sfilata era quello di denunciare l’intolleranza di cui gli omosessuali sono vittima in un Paese come la Lituania, a maggioranza fortemente cattolica. Al corteo ha preso parte anche il parlamentare tedesco Volker Beck, che alla Dpa ha parlato di un "forte sagnale per ricordare al governo che siamo in Europa e che i gay hanno gli stessi diritti degli eterosessuali". Per le strade di Vilnius anche una delegazione dell’associazione radicale Certi Diritti che già nei giorni scorsi aveva annunciato la partecipazione con striscioni e cartelloni in favore delle nozze gay in Italia, Lituania e tutta Europa.

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