Centro Kennedy: “Bene il presidente ugandese contro la legge anti-gay”

Il centro intitolato all’ex ministro e vincitore delle primarie per la presidenza degli Usa, Robert Kennedy, aveva incontrato il presidente Museveni per chiedergli di non firmare la legge anti gay.

Una delegazione del Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights (RFK Center, creato all’indomani dell’assassinio del candidato presidente statunitense per la promozione dell’affermazione dei diritti umani) ha incontrato sabato scorso il Presidente Yoweri Kaguta Museveni presso la State House di Entebbe, in Uganda, per discutere il disegno di legge anti-omosessualità che è passato al Parlamento ugandese lo scorso 23 dicembre 2013.

La delegazione, composta dal presidente del RFK Center Kerry Kennedy, Santiago A. Canton, Direttore del RFK Partners for Human Rights, e Wade McMullen, Staff Attorney del RFK Center, ha espresso la grave preoccupazione che l’ormai tristemente noto disegno di legge che criminalizza l’omosessualità e le associazioni lgbti prevedendo dure pene carcerarie. L’Arcivescovo Tutu, che si è unito alla conversazione via telefono, ha espresso la medesima preoccupazione, confermando che il disegno di legge anti-omosessualità è una reminiscenza delle leggi oppressive approvate in Sudafrica durante il regime dell’Apartheid.

La richiesta si è unita alle pressioni internazionali già ricevute dal presidente ugandese che lo hanno portato poi a respingere il disegno di legge. Museveni ha poi confermato che si sarebbe riunito col suo partito (il National Resistance Movement) per introdurre una nuova legislazione tesa a proteggere i minori dalle imposizioni sulla condotta sessuale: è infatti usanza piuttosto diffusa costringere gli omosessuali ad avere rapporti eterosessuali per correggerne la condotta considerata sbagliata.

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“Accolgo con gioia la decisione del Presidente Museveni di rifiutare questo disegno di legge – ha detto l’Arcivescovo Desmond Tutu -. E’ giunto il momento, per le nostre sorelle e fratelli africani, di andare oltre l’antiquata convinzione che una persona possa essere giudicata criminale perché ama un’altra persona”.

Nel mese di marzo 2013, durante un incontro presso la residenza privata del Presidente Museveni a Rwakitura, Museveni promise al RFK Center che non avrebbe firmato nessun disegno di legge che avesse discriminato il singolo individuo.

“Sono lieta che il Presidente Museveni abbia mantenuto la sua promessa di rifiutare ogni legge che contenga anche il minimo accenno alla discriminazione – ha aggiunto Kerry Kennedy -. Chiediamo quindi con fermezza al Presidente Museveni di far sì che il prossimo disegno di legge non contenga discriminazioni contro la comunità lgbti e che non metta in pericolo il lavoro legittimo degli attivisti per i diritti umani ugandesi”.