Certi Diritti: “23 marzo parere della Consulta su coppie”

L’annuncio è avvenuto durante il congresso dell’associazione radicale. La Corte Costituzionale si esprimerà sulla leggittimità delle nozze gay. Riconfermati i vertici dell’associazione.

Preservativi all’ingresso e tanti temi importanti dentro: il secondo giorno del Congresso di Certi Diritti, trasmesso in streaming sul sito dell’Associazione, inizia alle 9 e prevede una scaletta densa. Tra i temi affrontati: diritti delle prostitute, laicità e diritto, riforma del diritto di famiglia, la situazione nell’Unione Europea e una finestra internazionale sull’Uganda, il rischio di esclusione sociale delle persone trans, la visibilità nel censimento, le terapie riparative, omofobia e transfobia.

La mozione politica approvata é altrettanto articolata. Parte dalla constatazione del mancato raggiungimento dell’obiettivo di crescita dell’Associazione, anche a causa del grave lutto che l’ha colpita al cuore della dirigenza, ma pone per il futuro obiettivi altrettanto ambiziosi: la promozione di poche e trasparenti regole per la convivenza e la collaborazione tra tutte le realtà del movimento, superare la grave crisi di disaffezione di molte persone lgbt nei confronti dell’associazionismo, l’impegno per i diritti delle persone trans -anche tramite iniziative nonviolente di affermazione civile-, l’appello al sostegno e alla condivisione delle nostre battaglie con tutta la società, persone eterosessuali in primis.

Poi la notizia: il 23 marzo la Corte Costituzionale deciderà sulla legittimità del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Suona quasi come un allarme, al terzo Congresso di Certi Diritti. Il logo stesso del Congresso, una mano che offre una fede nuziale, sottolinea l’importanza del tema del matrimonio per l’Associazione, e questo sembra il tema cruciale della seconda giornata qui a Firenze.

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Ecco dunque che la scadenza, cosí ravvicinata, é l’occasione per qualificare il richiamo all’unità fatto ieri: da generiche e fittizie unità, a unità “laiche”, operative, aggregazioni e collaborazioni per obiettivi. Dalla retorica alle cose concrete: questo é lo spirito del Comitato “Sí lo voglio”, la proposta che circola ormai da giorni tra le principali realtà del movimento lgbt.

Insieme agli avvocati della Rete Lenford, Certi Diritti lanciò due anni fa la campagna di Affermazione Civile, che ha suscitato non poche polemiche nel movimento, specie da parte di chi non condivideva la strategia di tentare di ottenere dai Tribunali ciò che il Parlamento non vuole riconoscere. Qualche polemica si é trascinata fino a qui, con l’intervento di Aurelio Mancuso ancora decisamente contrario.

Ora però il rinvio della questione alla Corte Costituzionale, e l’imminente sentenza, cambiano tutto: questo il senso dell’iniziativa di Certi Diritti. Al di là di ciò che si poteva pensare al lancio della campagna, oggi il giudizio della Corte riguarderà tutti e tutte, anche coloro che due anni fa non erano daccordo. Ecco perché adesso é il momento di superare le divergenze di opinione, che potremo benissimo discutere in convegni interessanti, e collaborare per un obiettivo concreto: ottenere che il giudizio della Corte non sia la tomba definitiva delle speranze di tante persone.

Hanno già dato la loro adesione: Ivan Scalfarotto e “3D – Democratici per pari Diritti e Dignità di lesbiche, gay, bisessuali e trans", Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa", Coordinamento Torino Pride LGBT, Fondazione Massimo Consoli, Gay Italiani, Gruppo Pesce Roma; hanno manifestato chiaramente il proprio interesse Agedo, Como Gay Lesbica, Famiglie Arcobaleno, GayLib, Milk Milano, Renzo e Lucio, UAAR, e -significativamente- entrambe le mozioni presentate al prossimo congresso di Arcigay. Ricordiamo che per aderire (anche a titolo individuale, purché si abbia voglia di impegnarsi attivamente) occorre scrivere a [email protected]

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Come consueto, il Congresso si chiude con l’elezione delle cariche principali dell’Associazione. Non ci sono particolari sorprese, un solo candidato per ogni posto. “Purtroppo!” sottolinea Sergio Rovasio, segretario riconfermato, che vorrebbe far crescere l’Associazione anche in termini numerici e con l’impegno di forze nuove. Eletto Tesoriere Luca Piva, secondo lo Statuto il o la Presidente sarà nominato dal Direttivo. Dopo il Congresso inizia già la prima riunione del nuovo Direttivo, come dire, il 23 marzo é dietro l’angolo.

di Carlo D’Ippoliti