Chiesa Episcopale elegge vescovo gay friendly

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Non è gay ma è certamente di mentalità aperta e gay friendly il vescovo eletto a capo della Chiesa Episcopale della California.

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SAN FRANCISCO – Il reverendo Mark H. Andrus è stato eletto vescovo della Chiesa Episcopale della diocesi californiana di San Francisco, una nomina che è stata gradita anche dai credenti LGBT di tale chiesa. I candidati al posto di vescovo erano sette e di questi tre apertamente omosessuali: due gay, Robert Taylor e Michael Barlowe, e una lesbica, Bonnie Perry. A tre anni di distanza dalla controversa nomina di Gene Robinson come primo vescovo al mondo dichiaramene omosessuale c’era dunque la concreta possibilità che la diocesi locale avesse un leader gay, il che aveva creato tensioni tra gli esponenti più conservatori degli episcopali, che fanno parte della Chiesa Anglicana che conta circa 77 milioni di seguaci nel mondo. Alcune delle chiese del Sud-Ovest degli USA, la parte del paese più conservatrice e tradizionalista, aveva minacciato una scissione dal resto degli episcopali americani se uno dei tre candidati non eterosessuali fosse diventato vescovo. Il voto degli oltre 600 delegati è avvenuto nella Grace Cathedral, una delle più grandi chiese della città. I tre gay che erano in corsa per il ruolo di vescovo sono il Rev. Michael Barlowe di San Francisco, il Very Rev. Robert Taylor di Seattle e la Rev. Bonnie Perry di Chicago, tutti e tre con dei partner di lunga data del loro stesso sesso. La Perry ha ritirato la propria candidatura prima della votazione finale.
Il nome di Mark Andrus è stato tra i più votati sin dall’inizio e alla fine la sua elezione è stata applaudita anche da uno dei principali gruppi dei gay episcopali, Integrity, che ha definito Andrus un alleato di lunga data. Il neo vescovo, che è sposato e ha due figlie studentesse, è certamente un uomo di Chiesa che non ha pregiudizi verso gli omosessuali e nel discorso di ringraziamento che è seguito alla sua elezione ha fatto riferimento alla mancata elezioni dei candidati apertamente gay, dichiarando: “Il vostro voto di oggi rimane un voto per l’inclusione e la comunione, delle persone gay e lesbiche, con le loro vite sia da single che con i loro partner, delle donne, di tutte le minoranze etniche, di tutta la gente. Il mio impegno verso la missione di inclusione propria di Gesù Cristo è determinato.” Il 49enne neoletto in una precedente intervista aveva dichiarato che il suo voto alla guida della diocesi avrebbe comunque significato il volere rimanere parte della comunione globale, accettando pienamente i gay e le lesbiche e continuando a lavorare per questioni riguardanti la giustizia sociale e i diritti civili. La presenza di pastori dichiaratamente gay e lesbiche nella chiesa anglicana è una delle differenze più vistose rispetto alla Chiesa Cattolica, che nel 2005 tramite un documento della Congregazione per l’Educazione Cattolica controfirmato da S.S. Ratzinger, ha diffuso una nuova Istruzione per l’ordinamento dei sacerdoti che emargina ulteriormente gli omosessuali. Nell’Istruzione si dice infatti che non possono essere ammessi “al Seminario e agli Ordini sacri” non solo “coloro che praticano l’omosessualità” ma anche tutti coloro che “presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay.” (RT)

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