Chiude AltroQuando, fumetteria e punto di riferimento lgbt di Palermo

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Dopo più di 20 anni di attività, il fondatore Salvatore Rizzuto Adelfio ha annunciato la chiusura. Crocevia di controculture, arte underground e realtà lgbt, AltroQuando potrebbe, però, rinascere.

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Salvatore Rizzuto Adelfio, fondatore di AltroQuando

Salvatore Rizzuto Adelfio, fondatore di AltroQuando

“Inizio questo post che non avrei mai voluto scrivere citando l’amatissima Maria Grazia Perini, quando negli ormai lontani anni settanta, comunicò sulle pagine di Kriminal e Satanik la chiusura delle due storiche testate dell’editoriale Corno. “Sono appena stato nominato sul campo Generale per l’armistizio…”.

E’ ufficiale: AltroQuando cesserà presto le attività”. Con queste parole pubblicate sul blog ufficiale, Salvatore Rizzuto Adelfio, Salvo per tutti, ha reso nota la decisione di chiudere la storica fumetteria palermitana, punto di riferimento non solo degli appassionati di fumetti, ma anche della cultura lgbt palermitana. “Un’attività ventennale, fatta di fumetti, controcultura, mostre, lotte per i diritti lgbt e altre iniziative – continua il breve post -, giunge così alla fine del suo viaggio, strozzata dalla crisi globale e dalle regole perverse di un mercato spietato. Grazie a tutti quelli che ci hanno sostenuto. E’ stato molto bello”.

Una delle locandine di AltroQuando per il Palermo Pride 2013

Una delle locandine di AltroQuando per il Palermo Pride 2013

Nei più di 20 anni di attività (la serranda fu alzata per la prima volta nel 1991) AltroQuando è stato crocevia di esperienze, arti, idee e avanguardie. Salvatore e il suo compagno, Filippo, tra le mura della fumetteria hanno dato vita a Woof!, rivista di riferimento del movimento bear italiano. Tra gli scaffali della libreria si sono avvicendate mostre di giovani disegnatori ed esposizioni di opere underground, incontri a base di controcultura e espressioni d’arte alternativa, sui suoi scaffali fumetti popolari e albi di nicchia, riviste indipendenti messe insieme da gruppi di ragazzi squattrinati ma sognatori e quotidiani nazionali.

Filippo Messina (a sinistra) con Salvatore Rizzuto Adelfio al Palermo Pride 2013

Filippo Messina (a sinistra) con Salvatore Rizzuto Adelfio al Palermo Pride 2013

Qualche anno fa, durante la visita di papa Ratzinger a Palermo, AltroQuando finì sulle pagine di tutti i giornali nazionali per avere esposto uno striscione dentro la libreria, proprio mentre passava la papa mobile su Corso Vittorio Emanuele. Lo striscione recitava: “I Love Milingo”. Un blitz della digos fu la causa del ritiro dello striscione.

In un’intervista rilasciata a LeggereOnline, Filippo Messina, compagno di Salvatore spiega quali sono le ragioni dell’amara decisione.

Tra queste, una grave malattia contro cui Salvatore sta lottando con tutte le sue energie. E poi la crisi, che sta continuando a falcidiare i piccoli esercenti e le attività più piccole del Paese, le mutazioni del mercato editoriale, ma anche quelle della città, Palermo, il cui centro storico in cui AltroQuando si trova negli anni è cambiato “senza che le istituzioni si preoccupassero di preservare le attività storiche dalla progressiva desertificazione”.

Ma consapevoli del valore che AltroQuando ha avuto negli anni, qualche giorno dopo l’annuncio della chiusura, Salvo e Filippo hanno lanciato una nuova idea, sempre dalle pagine del blog . Se l’attività commerciale, dunque, è costretta a chiudere stretta dalla morsa della crisi e non solo, AltroQuando potrebbe rinascere “magari sotto forma di un’associazione culturale che prosegua, idealmente, il cammino già intrapreso. Magari con il sostegno di quanti lo hanno amato e sono cresciuti tra le sue mura. Che l’eredità sia raccolta da chi possiede ancora forze e passione, in modo che le istanze principali che hanno fatto battere il cuore di questa attività sopravvivano”. L’ipotesi è quella, anche, di una biblioteca del fumetto che continui a ospitare e farsi promotrice delle tante iniziative, comprese quelle di promozione della cultura lgbt, che negli anni hanno reso la fumetteria di Salvo un posto unico, almeno per Palermo.

di Caterina Coppola

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