CI MANCAVA IL CATHOLIC PRIDE

Tutti uniti contro i diritti ai gay. Previsto per maggio il “catholic pride” contro i DiCo che coinvolgerà i tanti movimenti ecclesiali. Intanto c’è chi auspica l’uso del napalm. E la DC dov’è?

L’associazionismo cattolico affila le unghie e prepara l’offensiva contro i DiCo. La risposta ai 50.000 che parteciparono alla manifestazione promossa dall’Arcigay il 10 marzo scorso sarà il Family day, una giornata in difesa della famiglia tradizionale. Così almeno sostengono i promotori riunti oggi per mettere appunto i dettagli dell’evento.

La piattaforma su cui tenteranno di convergere i movimenti cattolici, le ACLI, i Focolarini, Scienza e vita ma anche COLDIRETTI e molte associazioni della variegata galassia vaticana sarà il frutto della mediazione fra due visioni diverse: quella di chi vorrebbe dare al Family day un’impronta piu’ nettamente anti-Dico, e quella di chi vorrebbe lasciare da parte il Governo schierandosi solo a difesa della famiglia tradizionale e del matrimonio eterosessuale. L’unico punto che tiene insieme le anime cattoliche è, dunque, uno solo: il modello di famiglia previsto dall’art 29 della Costituzione.

La manifestazione, che probabilmente si svolgerà a Roma in Piazza San Giovanni, sede del vicariato, avrebbe dovuto essere molto diversa rispetto a quella che si svolgerà il 12 maggio, giornata mondiale della famiglia e quindi data più probabile. Nelle prime intenzioni dei promotori, infatti, accanto ai laici vicini alla Chiesa, avrebbero dovuto partecipare anche cardinali, vescovi e preti, sul modello della protesta clericale che ebbe luogo in Spagna contro i matrimoni gay proposti dal premier Zapatero. In Italia, invece, i movimenti cattolici, memori del disagio che quella sfilata di alti prelati suscitò nell’opinione pubblica spagnola, hanno abbandonato l’idea di un Ruini pronto a lanciare anatemi dal palco.

Il responsabile nazionale di An per le politiche della famiglia, Riccardo Pedrizzi, fa sapere che «il Family Pride di piazza San Giovanni, invece, sara’ un successo, un evento di popolo, e tutto in positivo: per la famiglia, a favore della famiglia, la famiglia naturale, legittima e costituzionale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, cellula primigenia e fondante della società». Al contrario della manifestazione gay del 10 marzo che secondo Pedrizzi sarebbe stato un «grande fallimento, un autentico flop, un mini Gay Pride contro la famiglia, contro la Chiesa, contro i cattolici: un happening tutto in negativo e per pochi intimi, quattro gatti».

Intanto, prove tecniche di manifestazione si sono svolte…

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Intanto, prove tecniche di manifestazione si sono svolte venerdi scorso a Crotone: le campane del duomo hanno chiamato a raccolta circa 3000 persone che si sono riversate nelle strade delle città calabra per manifestare contro i DiCo.

Nella capitale il reclutamento dei cattolici passa dalla tradizionale benedizione pasquale. Ogni prete consegnerà nelle case un ospuscolo che chiarirà la posizione della Chiesa, come se non fosse già abbastanza chiara, in materia di famiglia e convivenze.

Ma non tutti i cattolici puntano sull’integralismo. In un’intervista allo storico mensile Babilonia il segretario della nuova DC, Gianfranco Rotondi, si dice favorevole ai DiCo. La DC storica – dice Rotondi – era molto frequentata dai gay. Un’affermazione che riprende quella più volte espressa da Franco Grillini secondo il quale ci fu anche un Presidente della Repubblica omosessuale che rimase in carica per 6 mesi.

E a proposito dei Dico Rotondi dice: «La mia posizione sulle unioni civili e sull’apertura ai gay coincide con quella del Ppe e della Cdu tedesca che sono partiti di ispirazione cristiana. Dove è lo scandalo? Fuori squadra europea ci sono l’Udc, l’Udeur, la Margherita e Forza Italia. Riconoscere diritti alle coppie gay non toglie nulla alla famiglia tradizionale perché si tratta di istituti profondamente diversi. Non crediate che la mia posizione sui DiCo sia stata applaudita dai miei iscritti: la Dc ha difeso la dignità e la libertà della Chiesa, ma ha saputo anche dire dei “no” quando essa chiedeva scelte politiche contrarie al progetto culturale dei cattolici democratici».

Ben altri toni quelli usati da Gianni Prosperini di AN, l’assessore regionale per i Giovani e lo Sport del Comune di Milano, che in una trasmissione televisiva ha auspicato l’uso del napalm (il famoso gas incendiario che gli americani usavano in Vietnam) sui gay. Un’affermazione a proposito della quale la parlamentare di Rifondazione Titti De Simone dice: «Alleanza nazionale perde il pelo ma non il vizio: mentre i ‘colonnelli’ vanno in giro per il mondo accreditandosi come la nuova destra democratica italiana, le proprie ‘truppe’ proseguono nel fare il lavoro ‘sporco’: quello cioè – conclude De Simone- di aggredire insultare e criminalizzare immigrati gay e militanti di sinistra». Intanto l’assessore si è limitato ad una raccolta firme il cui modulo è scaricabile dal suo sito internet http://www.prosperini.it/firme/dico/index.html

Insomma, fra scimmiottamenti cattolici del gay pride e auspici di guerra al napalm si doveva proprio sentire la mancanza della democrazia cristiana?

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di Daniele Nardini