Cile, duplice scioccante aggressione omofoba

Dal 2012 in CIle è in vigore la legge Zamudio, che di fatto protegge i membri della comunità LGBT + dalla violenza e dalla discriminazione.

Due uomini sono stati violentemente torturati in due sconvolgenti e separati attacchi omofobi, nel cuore del Cile.

Secondo quanto riportato da Movilh, principale organizzazione LGBT cilena, il 52enne Jose David Munoz Vargas è stato quasi affogato da un folle nella vasca idromassaggio della sua casa. L’uomo è stato portato in ospedale in condizioni critiche, con gravi ustioni su tutto il corpo, perché l’acqua era bollente.

Rolando Jimenez, portavoce di Movilh, ha dichiarato: “Siamo in contatto con alcuni membri della famiglia che ci dicono che l’attacco è stato di matrice omofoba, quindi continueremo a fornire assistenza”. “Dobbiamo indagare a fondo su questo oltraggio e far applicare la legge nei confronti di questo attacco di puro odio”.

Dopo la morte di Daniel Zamudio, avvenuta nel 2012, in Cile è stata introdotta la legge Zamudio, che di fatto protegge i membri della comunità LGBT + dalla violenza e dalla discriminazione. Ma nel Paese c’è stato un secondo pestaggio omofobo, la notte di Capodanno, nella città costiera di Valparaiso. Un 24enne era in viaggio con i suoi aggressori, che hanno iniziato a picchiarlo quando il giovane ha iniziato a parlare al telefono con il suo compagno.

Diego Rios, portavoce di Movilh-Valparaiso, ha dichiarato: “Tutto andava bene finché la vittima non ha iniziato a parlare al telefono con il suo fidanzato. Gli uomini hanno iniziato a insultarlo a causa del suo orientamento sessuale, oltre a picchiarlo e a torturarlo. È una situazione atroce”. Gli aggressori l’hanno portato in un lago sulle Ande, dove lo hanno preso a calci sui testicoli, spento diverse sigarette sulle mani e colpito in testa con dei sassi. Svenuto, il ragazzo si è risvegliato il giorno dopo, ‘disorientato e perso’.