Cinema. Ovitz: "Mi ha rovinato la mafia gay"

L’ex ‘Re Mida’ di Hollywood Michael Ovitz, considerato in passato l’uomo più potente del cinema americano, ha accusato la ‘mafia gay’ di Hollywood di essere responsabile della sua clamorosa caduta.

WASHINGTON – L’ex ‘Re Mida’ di Hollywood Michael Ovitz, considerato in passato l’uomo più potente del cinema americano, ha accusato la ‘mafia gay’ di Hollywood di essere responsabile della sua clamorosa caduta.

In una intervista al mensile ‘Vanity Fair’ un Ovitz vicino alle lacrime ha indicato per nome i responsabili del ‘complotto’ per rovinare la sua carriera.

L’ex boss della CAA, l’agenzia che controllava i destini dei più importanti divi del cinema, era passato alla fine degli anni ’90 alla Disney come numero due ma dopo 18 mesi aveva lasciato l’incarico. Nel 1999 aveva fondato una nuova agenzia, AMG, sperando di convincere alcuni dei grandi nomi di Hollywood a correre per la sua ‘scuderia’ ma la speranza era andata delusa e Ovitz aveva dovuto rassegnarsi alcune settimane fa a mettere in vendita la sua creatura.

"Sono stato rovinato dalla mafia gay di Hollywood – ha detto Ovitz nella clamorosa intervista – David Geffen, in particolare, mi ha sempre odiato".

Oltre a Geffen, il miliardario che ha fondato la Dreamworks con Steven Spielberg, Ovitz ha indicato come suoi nemici (non necessariamente gay) il boss della Disney Michael Esner, il presidente della Universal Ron Meyer ed il suo ex partner alla CAA Bernie Brillstein.

"Sono membri di un gruppo che ha cercato di eliminarmi – ha detto Ovitz al mensile – La AMG avrebbe avuto successo se non fosse stato per questa mezza dozzina di persone".

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Ovitz ha indicato tra i suoi nemici anche un giornalista del New York Times "pronto a trasformare in articoli" le malignità ideate da Geffen.

"Sono affermazioni che rasentano la follia – ha replicato Geffen – Credo che Ovitz abbia bisogno di uno psichiatra. Questa è pura paranoia".

L’intervista di Ovitz a ‘Vanity Fair’ ha rotto il codice di Hollywood di incassare i colpi più duri col sorriso sulle labbra, cercando nello stesso tempo di restituirli.