Cinema. Stefano Accorsi: dico sì ai DiCo

L’attore, che è tra i protagonisti principali del film “Saturno contro” dà il proprio sostegno al riconoscimento legale delle coppie omosessuali.

ROMA – Stefano Accorsi, il popolare attore adesso al cinema nel nuovo film di Ferzan Ozpetek “Saturno contro”, in un’intervista rilasciata al blog di Edoardo Semmola Alteredo sostiene il diritto a vedere riconosciute come famiglie anche le unioni omosessuali. Parlando del particolare momento politico e sociale nel quale è uscita la pellicola Accorsi dice che “Saturno contro” «non è un film a tesi ma anzi, forse in modo più potente, tocca questi temi e si pone come un film attuale che parla delle persone di oggi. Non credo ce ci siano solo famiglie allo sfascio, che tutti divorziano al minimo problema: in questo film si parla di amore, di amicizia, e quindi i termini matrimonio, Pacs, Dico, assumono un valore diverso. E penso che questa legge che stanno facendo adesso sia importantissima: credo che ognuno debba essere libero di convivere con un’altra persona, di sposarsi se lo desidera, e non ci può essere qualcuno che si arroga il diritto di dire “no, tu non hai il diritto, lo dico io, per il semplice fatto che io ho dei figli”, per esempio. È una cosa assurda, che non sta né in cielo né in terra.»

Quello di Accorsi è un approccio laico e civile che guarda alle diversità presenti nella società senza bigottismi e pregiudizi e parlando del tanto discusso progetto di legge sui DiCo l’attore bolognese spiega di non sentirsi affatto ‘minacciato’ dalla prospettiva del riconoscimento delle unioni gay: «Io non sono sposato – dice – ho una bambina e sono molto felice. Conosco persone che non sono sposate, che sono felici e sono delle famiglie. Conosco coppie omosessuali che sono delle famiglie. Le famiglie ci sono, ci sono sempre state, e questo senso di pressione che c’è adesso mi sembra un voler cavalcare un’onda come spesso fa la stampa. La famiglia è tutto quello che è amore, tutto quello che è sentimento. Tutta questa polemica non la capisco: se uno si vuol sposare si deve poter sposare, sia eterosessuale, sia omosessuale. Se uno vuole fare un Pacs deve poterlo fare.» (RT)

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