#CinemaSTop: esce The End of the Tour sul genio David Foster Wallace

La drag Povero Tony ha forse visto il misterioso film killer ‘Infinite Jest’? Chissà…

Genio, ironia, tristezza infinita. David Foster Wallace è stato probabilmente il più grande scrittore americano vissuto a cavallo tra Novecento e Duemila. Il suo capolavoro assoluto, Infinite Jest, festeggia il ventesimo anniversario della sua uscita e giovedì, in Italia, è approdato in sala il biopic The End of the Tour di James Ponsoldt che ricostruisce l’incontro di Wallace (Jason Segel, pare bravissimo) con David Lipsky (Jesse Eisenberg), giornalista e romanziere, in occasionale del tour promozionale di Infinite Jest, con l’obiettivo di intervistarlo per Rolling Stone. Cinque giorni in cui i due si conoscono, condividono viaggi in aereo e auto, reading affollati e la tv. Dopo di essi non si sono mai più visti: David Foster Wallace si è tolto la vita, impiccandosi, il 12 settembre 2008. Pochi giorni, ma forse abbastanza per comprendere qualcosa sull’impenetrabile genio di un uomo condannato da una depressione lacerante, autore di bellissimi racconti (in Altra Matematica racconta in quattro pagine, invertendo in continuazione il punto di vista, la storia d’amore di un nipotino per suo nonno), saggi fulminanti e tre romanzi: La Scopa Del Sistema, Infinite Jest e Il Re Pallido, rimasto incompiuto, ma edito con rimaneggiamenti di appunti trovati in casa dopo il suicidio.

Il suo secondo, Infinite Jest appunto, è un romanzo così potente che solo a pensarci tornano i brividi, che “ha cambiato la struttura, il linguaggio e l’uso dell’ironia nella narrativa americana” secondo Fernanda Pivano, considerato tra i cento migliori libri in lingua inglese secondo Time dal 1923 a oggi. Un ipercapolavoro monster, 1281 pagine talmente avvincenti, straordinarie, inedite, che una volta iniziato non puoi più smettere di leggere: è la storia di un misterioso film killer, Infinite Jest appunto, soprannominato L’Intrattenimento o Samizdat. Se inizi a vederlo sei talmente stregato da esso al punto di essere costretto a vederlo fino alla tua morte. Il regista è James Orin Incandenza, il protagonista del film, proprietario della Poor Yorick Production (Yorick è il buffone di corte in Amleto a cui si riferisce il titolo:

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“Ahimé, povero Yorick! L’ho conosciuto, Orazio: un compagno di scherzi infiniti”. È autore di una filmografia sterminata, da Gabbia a Infinite Jest, appunto – detto anche Madame Psychosis – passando per Desiderio di Desiderare.

Malauguratamente viene smarrita una delle cartucce di Infinite Jest, e la ricerca di essa è al centro dell’intricata trama in cui converge una fauna di personaggi uno più eccentrico ed affascinante dell’altro. A un certo punto viene coinvolta anche la stupefacente drag Povero Tony: di lui si dice che abbia visto Infinite Jest riuscendo in qualche modo a sottrarsi alla visione mortale. Quindi, lui avrebbe la ricetta per sopravvivere a una potenziale arma di distruzione di massa ma il dubbio è: Povero Tony (Krause) l’ha visto veramente oppure no? Come si fa ad avere la prova se nessuno era presente al momento della visione, prima della perdita del caricatore? C’è chi dice di aver visto un Assassino sulla Sedia a Rotelle dallo spioncino di casa propria.

I luoghi dell’azione sono l’Accademia di Tennis (sport preferito da Wallace: “La vita è come il tennis, vince chi serve meglio”) fondata da Incandenza e situata nei sobborghi di Boston, e l’attigua casa di recupero per tossicodipendenti, l’Ennet House, mentre gli Stati Uniti del Nord-Est sono diventati un’enorme discarica, la Grande Concavità, e gli USA si sono connessi al Canada formando l’onanistica Organization of North American Nations (O.N.A.N.).

Matematica, logica modale e un vertiginoso senso cinematografico del racconto rendono la lettura di Infinite Jest un’esperienza intellettualmente spirituale: Infinite Jest è forse la vita stessa (pare che la prima inquadratura sia il volto sfocato di una mamma)? Oppure è la droga che ti ucciderà, la dipendenza suprema, questa disumanizzazione consumistica che ha portato a intitolare gli anni con sponsor quali pannoloni per adulti Depend? O ancora un vero e proprio film dalla pericolosità massima? Ma non aspettatevi un romanzo incomprensibile o cervellotico,perchè è tutt’altro. Infinite Jest è una pirotecnica cascata di invenzioni ironiche sublimi : il cazzo si chiama Il monaco con un occhio solo piuttosto che Russel il Muscolo dell’amore o Zanna (alla menta), ci sono teste umane che esplodono nei microonde e case di pazzi dove ci sono rivoli multipli di sperma alle pareti. È una carambola senza fine di situazioni tra il grottesco e il pietoso, strepitosamente divertenti, mai casuali: concepire un romanzo così compatto e perfettamente scorrevole ha qualcosa di sovrumano. Nelle note di cento pagine, vengono elencate puntigliosamente tutte le droghe citate nel romanzo, tra cui la distruttiva Dmz, il Demerol alla banana oppure la potentissima Sunshine, terza sostanza in termini di potenza nell’area metropolitana di Boston.

Pare che David Lynch abbia comprato i diritti per fare Infinite Jest, progetto che anche per un genio visionario come lui potrebbe avere conseguenze mortali. Ossia: chi avrà il coraggio di vederlo?