Cinque motivi per cui Donald Trump sarebbe un disastro per gay, lesbiche e transgender

Il matrimonio egualitario sarebbe abolito. Alla Casa Bianca il magnate americano sarebbe il nostro peggior nemico

“Sarà il candidato repubblicano più gay friendly di sempre” aveva affermato Gregory T. Angelo, presidente dei Log Cabin Republicans, quando Donald Trump annunciò la candidatura alle presidenziali americane. In effetti il magnate di The Apprentice ha un rapporto particolare con la comunità LGBTQI. Riguardo al matrimonio di Elton John col suo compagno storico David Furnish, egli affermò: “Li conosco bene entrambi e stanno divinamente insieme. Il loro matrimonio durerà a lungo e sono molto felice per loro”; inoltre donò cospicue somme per la lotta all’AIDS durante la crisi degli anni 80 e in una intervista del 2000 al The Advocate, noto magazine gay, affermò che avrebbe voluto emendare il Civil Rights Act per includere una clausola contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale. Nel 2000 si rese protagonista di una clip, a metà tra l’ironico e lo sfottò più vile, insieme al sindaco repubblicano di New York Rudolph Giuliani in drag:

Nell’ultima campagna elettorale però Trump si è mosso in modo piuttosto contraddittorio in fatto di inclusività: sarà pure uno dei candidati meno omofobi del partito repubblicano, ma di certo non si può dire abbia a cuore la tematica LGBTQI. Il tentativo di offuscare le sue reali visioni sull’argomento perpetuando una propaganda discorde e incongruente, che afferma e nega, è funzionale a non perdere una fetta di voti molto grande che non accetterebbe posizioni troppo discriminatorie nei confronti degli omosessuali. Ecco cinque delle sue uscite peggiori: una sua eventuale vittoria costituirebbe un grave smacco ai diritti finora conquistati dalla comunità LGBTQI americana.

  • La prima e più grave riguarda il decreto della Corte Suprema statunitense che estende il matrimonio egualitario a tutti gli Stati Uniti. Nel gennaio 2016 Trump dichiarò alla Fox News di reputarsi un “uomo tradizionale” e di non essere d’accordo con il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Disse infatti, che se fosse stato eletto avrebbe annullato il decreto della Corte Suprema e ripristinato come unico matrimonio quello canonico tra uomo e donna.
  • Sempre riguardo al provvedimento sul matrimonio egualitario, Trump affermò nella stessa intervista di voler riassemblare la Corte Suprema con dei giudici scelti personalmente. Tra questi Justice Don Willett, che nel 2015 riguardo all’approvazione del matrimonio egualitario twittò che avrebbe supportato il riconoscimento costituzionale della possibilità di “sposarsi col bacon”. Anche Diane Sykes, una degli altri giudici papabili, nel 2006 deliberò che un gruppo studentesco omofobico del Michigan aveva il diritto di discriminarne un altro LGBTQI della stessa università “sulla base del fatto che questo viene riconosciuto come ufficiale e riceve fondi pubblici”.
  • Riguardo alla ormai famosa Bathroom Law del North Carolina, che impedisce alle persone transessuali di utilizzare il bagno che reputano più consono alla loro identità di genere, Trump si è pronunciato il mese scorso in questi termini: “Non è necessaria. Ci sono state poche lamentele per come funziona ora. Le persone usano il bagno che credono e ci sono stati pochi problemi”. Nella stessa intervista per Fox News affermò contraddicendosi poco dopo che “lascerò la decisione ai vari Stati”: sostanzialmente, se uno Stato americano vuole emanare una legge che discrimina delle minoranze, può farlo.
  • Nel giugno 2015 Jake Tapper intervistò Trump per la CNN, chiedendogli come i tre divorzi della sua vita potessero rientrare nella sua concezione di “matrimonio tradizionale”. Trump disse che era una bella domanda e aggiunse che i suoi divorzi erano avvenuti per colpa dei troppi impegni lavorativi. Tapper incalzò dicendo che non serviva una giustificazione per i divorzi, quanto una spiegazione su cosa avrebbe detto a una persona omosessuale sulla questione. Trump rispose: “Non potrei dire nulla. Sono semplicemente per il matrimonio tradizionale”.
  • Sulla questione delle minoranze etniche e sull’immigrazione, Trump ha da sempre avuto parole durissime: ha spesso definito gli immigrati latini come “criminali, spacciatori e rapinatori” e ha affermato di voler espellere più di 11 milioni di lavoratori incensurati dallo Stato. Tra questi c’è un’altissima percentuale di persone appartenenti alla comunità LGBTQI: basti pensare che solo per la comunità latina più di 1,2 milioni di individui si reputano omosessuali o transgender, e molti di loro hanno lavori precari o poco remunerativi. Inoltre, considerando il fatto che Trump ha affermato di voler annullare tutti (o quasi) i procedimenti esecutivi attuati da Obama nel corso dei suoi mandati, la legge che protegge i lavoratori LGBTQI di aziende federali dal licenziamento basato sulla discriminazione sessuale verrebbe cestinata.
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2 commenti su “Cinque motivi per cui Donald Trump sarebbe un disastro per gay, lesbiche e transgender

  1. Bah…
    1) Il Presidente degli Stati Uniti non credo proprio abbia il potere di abrogare una sentenza della Corte Suprema, anzi deve sottostare alla decisione.
    2) La nomina dei giudici della Corte passa attraverso l’approvazione del Senato e i senatori non sono alle dirette dipendenze del presidente, come in Italia. È prassi che i giudici nominati non siano mai rappresentanza di un’unica ideologia ma siano invece molto eterogenei fra loro. Se era così ai tempi di Reagan, sarà così anche con Trump.
    3) “Se uno stato vuole emanare una legge che discrimina le minoranze può farlo”. A parte che no, non può farlo. Se è una legge discriminatoria, la Corte Suprema si esprimerà in quel senso giudicandola incostituzionale. Cosa c’entri il presidente, è un mistero.
    4)Sulla discriminazione, così Trump si esprime:
    ““I like the idea of amending the Civil Rights Act to include a ban on discrimination based on sexual orientation. It would be simple. It would be straightforward. We don’t need to rewrite the laws currently on the books, although I do think we need to address hate-crimes legislation. But amending the Civil Rights Act would grant the same protection to gay people that we give to other Americans, it’s only fair.”

    Ora, non so se avete in mente quali sono stati i canditati repubblicani negli ultimi 10 anni e quali erano le loro posizioni. Senza contare Cruz, ovviamente…
    Piaccia o non piaccia, è il miglior candidato repubblicano per la piazza lgbt.

    Forza Sanders, ovviamente.

  2. Sottoscrivo tutto quanto già scritto da divodivo.
    L’articolo è proprio completamente fuori strada, per non dire di peggio.
    Per il resto ovviamente forza Hillary.

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