Unioni civili anche a Cipro: nella UE rimaniamo solo in otto

Approvate dal parlamento cipriota le unioni civili: Italia sempre più isolata.

A Cipro sono state adottate le unioni civili. La legge che permette alle coppie omosessuali ed eterosessuali di avere diritti simili a quelli previsti dal matrimonio è stata infatti approvata dal Parlamento giovedì scorso, nonostante abbia provocato forti spaccature all’interno di molti dei partiti della Repubblica Cipriota. Questa settimana Nicos Anastasiades, presidente della Repubblica che conta poco più di un milione di abitanti, dovrebbe firmare la legge e renderla così esecutiva.

Il disegno di legge ha ottenuto una maggioranza di 39 voti a favore, 12 contrari e 3 astensioni. Le commissioni congiunte degli Interni e degli Affari Legali del Parlamento ci hanno messo alcuni mesi per finalizzare il disegno di legge nel tentativo di conciliare il diritto legale di chi sceglie le unioni civili da una parte e la forte opposizione per quanto riguarda il diritto all’adozione dei bambini ed al matrimonio gay, dall’altro.

Nel precedente disegno di legge l’istituto si chiamava ‘società civile’: alla fine il Parlamento ha scelto quello di “unioni civili” per riflettere meglio il fatto che due persone che formano una unione civile lo fanno per essere tutelate dalla legge come coppia e non solo per tutelare reciprocamente i propri interessi.

La legge adottata non prevede tuttavia alcuna forma di ‘stepchild adoption‘, anche a causa della forte opposizione della Chiesa Ortodossa.

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Soddisfazione per la legge è stata espressa da ILGA (International Lesbian and Gay Association). L’omosessualità a Cipro è stata depenalizzata solo nel 1998. Tuttavia, nel 2004, per poter diventare membro dell’Unione Europea, Cipro ha posto in essere diverse modifiche legislative sui diritti delle persone LGBT. La capitale di Cipro, Nicosia, ha ospitato il suo primo Gay Pride nel maggio dello scorso anno.

All’interno dell’Unione Europea, quindi, a non fornire alcuna tutela alle coppie del medesimo sesso rimangono insieme all’Italia solo altri otto stati: la Grecia (dove è in discussione un progetto simile a quello italiano), la Lituania, la Lettonia, la Polonia, la Slovacchia, la Bulgaria e la Romania. Nell’Unione europea sono 14 gli stati che hanno legiferato per riconoscere il matrimonio per le coppie gay. L’ultimo a dire sì ai matrimoni tra omosessuali è stata la cattolicissima Irlanda con un referendum. Le sole unioni civili sono riconosciute in Svizzera, Austria, Germania, Ungheria, Croazia ed ora anche a Cipro che si aggiunge quindi alla cartina a fianco che è del giugno 2015. L’Italia è l’unica delle 6 nazioni fondatrici dell’Unione Europea a non riconoscere né le unioni civili né i matrimoni per gli omosessuali.