Codice Rosa in ospedale: entro l’anno in tutta la Toscana

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L'esperienza positiva dei pronto soccorso in cui è stato sperimentata assistenza specifica a donne, gay, bambini, migranti e anziani vittime di violenza, sarà allargata a tutta la regione...

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Entro la fine dell’anno potrebbe essere estesa a tutta la Toscana l’esperienza dei "codici rosa", i servizi per l’assistenza alle donne vittime di violenza e stalking. Il progetto è partito nel 2010 a Grosseto e dall’inizio del 2012 la sperimentazione si è allargata a Prato, Arezzo, Lucca e Viareggio. Dal suo avvio, il "codice rosa" ha prestato assistenza a circa 1.000 vittime di violenza: in maggioranza donne, ma anche bambini, anziani, omosessuali, immigrati. Stamani l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia ha presentato i primi risultati della sperimentazione, assieme a Francesco d’Andrea, avvocato generale, in rappresentanza della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Firenze.

"Ho creduto fin dall’inizio a questo progetto, quando l’ho visto nascere a Grosseto – ha detto l’assessore Scaramuccia (in foto) -. E ho subito voluto che l’esperienza si estendesse ad altre Asl. Ora, con un "effetto domino" inarrestabile, il "codice rosa" sta contagiando tutte le aziende, riceviamo richieste da tutta la Toscana e d’accordo con la Procura valuteremo se estenderlo ad altri pronto soccorso. Il percorso rosa, quello che inizia appena la persona viene individuata come vittima di violenza, e l’accompagna poi nell’assistenza medica, psicologica, sociale, legale, è soprattutto un atteggiamento di fronte alle vittime, una rivoluzione culturale-professionale. Grazie al codice rosa, siamo riusciti a far emergere tanti casi di violenza che altrimenti sarebbero rimasti sommersi".

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