Colpo di fulmine dopo un incidente in metro, aiutiamo Antonio a ritrovare Giuseppe

Un colpo di fulmine ha travolto Antonio, vittima di un incidente in metro e aiutato da un ragazzo di nome Giuseppe. Che ora vuole ritrovare!

Antonio ha avuto un brutto incidente in metropolitana, a Napoli, ma come saggezza popolare insegna “non tutto il male viene per nuocere”.

Questo perché Antonio è stato soccorso da un ragazzo di nome Giuseppe, che lo ha accompagnato in ospedale e gli è stato vicino finché non è stato medicato. Oltre al colpo alla testa quindi, anche un colpo di fulmine!

Antonio ci ha raccontato come è andata.

Erano quasi le 20:35. Avevo appena finito di lavorare, ero rimasto qualche minuto a parlare fuori con delle mie amiche, sembrava una serata tranquilla. Dopo un po’ mi incammino per andare a prendere la Metro, chiamo a casa per avvisare che mi sto avviando e a che avevo finito di lavorare tardi, dato che il mio orario dovrebbe essere fino alle 19:30 ma proprio quella sera ho finito fin troppo tardi. Arrivo vicino all’entrata della Metro Quattro Giornate (Napoli), scendo le scale, e come dico io in questi giorni, “la fortuna del pover’uomo”, dopo una giornata intera a lavoro scivolo sugli scalini e mi apro la testa. Mi tocco in fronte e vedo che c’è del sangue, mi ritocco con la mano destra e vado che il sangue continua a scorrere… anche da finirci a terra, chiedo aiuto ma a non c’era nessuno! Finalmente esce un uomo che era di controllo quella sera e mi fa andare in bagno a lavarmi e a prendere qualche tovagliolo per pulirmi un po’. Mi chiede se vuole che chiami a casa, ma purtroppo quella sera non c’era nessuno disponibile, tutti a lavoro, tranne mia madre che non può muoversi. Dunque riscendo, proseguo con il sangue che continua a scorrermi sulla fronte e sul cappotto, prendo l’ascensore e incontro una signora che mi dice che devo andare assolutamente ai Pellegrini (unico pronto soccorso più vicino) e intanto prendo la metro. Lì incontro sei ragazze molto gentili che mi fanno sedere e che mi chiedono cosa fosse successo, volevano capire se ero cosciente… vedendo tutto quel sangue pensavano che avessi avuto un trauma cranico. E poi è arrivato PEPPE, circa 30 anni, pelle abbastanza scura, villoso, alto 1,80 e magro, porta la barba e i capelli rasati scuri. Mi ha chiesto se avessi bisogno di un po’ di acqua, come stavo, cosa mi fosse successo. Io non riuscivo a capire bene cosa mi stesse accadendo, avevo preso una brutta botta in testa! Non appena lo informo di esser solo, mi dice che mi vuole accompagnare assolutamente e che non dovevo fare storie. Ci fermiamo a Dante per dirigerci ai Pellegrini, lui mi sta vicino, mi da a parlare per farmi rimanere cosciente. Arrivati in ospedale mi ha accompagnato nella sala di accettazione. Un’infermiera mi ha detto che dovevo avere qualche punto. Io allora sono andato in panico “Peppe quella ha detto che devo avere i punti, secondo te è vero? Io non li voglio, ho paura!”
Ma lui mi tranquillizzava “Antò non ti preoccupare, stai calmo, non ci pensare …”
Iniziamo a parlare del più e del meno, io insistevo sul fatto che probabilmente aveva cose migliori da fare che stare in ospedale con uno che al momento sembrava baciato dalla sfortuna… ma lui da parte sua insisteva che voleva rimanere con me. Forse era proprio nel posto giusto nel momento giusto!
Quando sono arrivati alcuni miei famigliari, Peppe ha continuato ad aspettare insieme a noi, ma alla fine se ne è andato. Io avrei voluto ringraziarlo fino al giorno dopo, ma ero dolorante e fin troppo confuso e stanco. L’unica cosa che sono riuscito a dirgli e se voleva una sigaretta e lui mi ha risposto che ci stavamo conoscendo e la prossima ce la saremo fumata meglio insieme …
In quel momento non sapevo cos’altro dirgli e adesso vorrei trovarlo per dirgli GRAZIE.
Lui si chiama Giuseppe, abita a Rione Alto, aiutatemi a ritrovarlo, vi prego!

Da autore di romanzi boys love, non ho potuto fare a meno di ascoltare la storia di Antonio. Spero che i due ragazzi riescano a ritrovarsi e che il brutto incidente si trasformi in qualcosa di bello. Invito chi come me fa il tifo per il lieto fine, a condividere l’appello di questo ragazzo affinché possa ritrovare il suo Giuseppe!
In particolare faccio appello ai napoletani, che conosco come persone dal cuore d’oro.
Qualcuno tra voi lettori, ha una storia simile? Io sto cercando “Federico di giurisprudenza” da sette anni!

Ti suggeriamo anche  #Licenziatepureme: la campagna in difesa del pompiere al Pride di Roma