Compagni gay divisi da morti, Civati: “L’assessore sbaglia”

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Il consigliere del PD interviene sul caso delle salme dei compagni gay divise al cimitero: "quel regolamento comunale si basa su un testo non più in vigore". E...

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Investe il Consiglio Regionale della Regione Lombardia il caso del regolamento cimiteriale di Castellanza secondo cui le salme dei compagni gay non possono essere collocati l’uno accanto all’altro.

A farsi carico della questione è Giuseppe Civati, consigliere in Regione Lombardia del Partito Democratico che a Gay.it dice: "L’amministratore comunale probabilmente fa riferimento a un testo di legge a cui era agganciato il suo regolamento comunale, e quel testo non è più in vigore. In ogni caso, il gruppo del Pd approfondirà ulteriormente l’argomento, per evitare che in futuro si ripresentino situazioni analoghe". Nel frattempo – conclude Civati – mi appello all’umanità degli amministratori locali. Conservare la memoria di una persona cara è un legittimo desiderio di ciascuno".

Sull’argomento è intervenuto anche Arcigay. Per il presidente nazionale Paolo Patanè "l’assenza di un riconoscimento alle coppie di fatto vale nella vita come nella morte. Il dato che non ci sorprende è che l’affettività lgbt voglia essere visibile anche alla fine degli affetti. E questo fatto deve essere ragione di riflessione per gli amministratori sia per coloro che si confrontano con la vita delle persone che con la morte".

Il caso era nato in seguito alla segnalazione di un lettore di Varese News che aveva reso noto il caso di una discriminazione nel cimitero del comune di Castellanza, in provincia di Varese. L’assessore con delega ai servizi cimiteriali aveva fatto sapere, però, di ritenere "inopportuno andare contro una legge regionale modificando il regolamento".

di Daniele Nardini

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