Comunione e Liberazione apre alle unioni civili

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Il presidente di CL, don Julian Carron, in linea con le posizioni di Papa Francesco

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Don Julian Carron, Presidente della potentissima Comunione e Liberazione, apre alle unioni civili. Lo fa in una intervista a tutto tondo sul Corriere della Sera di oggi, schierandosi apertamente sulle posizioni di Papa Francesco e contro chi, invece, vorrebbe far fare passi indietro alla Chiesa su questi temi, ritornando alle posizioni dei precedenti Pontefici. Il tutto, a qualche settimana dal Sinodo sulla famiglia che si terrà in Vaticano ad ottobre e che discuterà il documento Instrumentum Laboris che, elaborato dallo stesso Papa Francesco, vorrebbe contenere significative ed innovative aperture rispetto a questi temi.

“Sta affrontando con audacia da gigante le grandi sfide del presente in continuità con Benedetto XVI”, ha dichiarato Don Julian Carron, non nascondendo il proprio stupore per il fatto che il Santo Padre “possa non essere compreso nel suo costante richiamo all’essenziale. Credo che ciò sia dovuto alla difficoltà di riconoscere il cambiamento epocale in atto, che il Papa invece ha ben presente”.

Nell’intervista al Corriere della Sera, don Carron apre alle unioni gay: “La diffusione delle unioni omosessuali è un dato evidente a tutti, in una società plurale. La questione è quale tipo di riconoscimento dare, e il loro rapporto con la famiglia fondata sulla relazione uomo-donna, i figli, le adozioni”. Quindi la mano tesa al dialogo: “C’è bisogno di uno spazio di libertà che permetta un dialogo che non costruisca muri, ma inizi processi, come ripete il Papa, anche a livello culturale e politico”. Il leader di Cl entra anche nel dibattito sugli immigrati e sull’accoglienza: “La gente di Cl troverà il modo di rendersi disponibile alle richieste delle diocesi”. Il freno messo da alcuni uomini di Chiesa? “Questa non è solo un’emergenza. È un cambiamento epocale. E la nostra risposta non può essere solo pratica, organizzativa. Occorre un cambiamento culturale, di mentalità. Siamo chiamati a convivere con il dolore degli altri. Siamo chiamati alla conversione”.

Non è un caso, dicono fonti informate, che Don Carron abbia aperto su questi temi proprio ora, mentre in Italia sta scoppiando violento il dibattito sulle unioni civili e sulla fantomatica ‘teoria gender‘. In realtà, secondo alcuni, alla vigilia del Sinodo di ottobre è in atto un vero e proprio posizionamento a difesa delle tesi di Papa Francesco, contro parti significative della Chiesa Cattolica che invece non vorrebbero alcuna apertura sui temi dell’omosessualità e del riconoscimento delle coppie del medesimo sesso: tra tutte, l’uscita estremamente polemica e critica nei confronti delle unioni civili del Cardinale Bagnasco di fine agosto.

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