Concia vs Bindi. È lite nella commissione sulle coppie lgbt

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La presidente del PD litiga con la deputata nella commissione del partito incaricata di esprimere una posizione sulle coppie di fatto. Concia: "presa a pesci in faccia". Bindi:...

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E’ finita nel peggiore dei modi la prima riunione della commissione voluta dalla presidente del Partito Democratico Rosy Bindi sui diritti e incaricata, tra l’altro, di esprimere una posizione sulle coppie di fatto. Durante la discussione, le due esponenti del PD hanno litigato non sui contenuti, come si potrebbe pensare, ma sulla forma della discussione stessa. Un diverbio acceso tanto che la stessa Concia ha abbandonato i lavori della commissione accusando la presidente di una gestione dispotica.

«Per due volte mi ha dato della rompicoglioni, ci sono i testimoni», accusa Concia. «La Bindi mi prende a pesci in faccia», ribadisce poi sul Corriere della Sera. Ivan Scalfarotto, però, presente anche lui ai lavori riconosce alla deputata lesbica un po’ troppa irruenza: «Comprendo che quando si discute di temi che toccano così da vicino la vita delle persone qualche volta la passione possa prevalere. In questo caso, però, non bisogna stupirsi se il Presidente ci richiama all’ordine» e ribadisce che «da testimone degli eventi posso dire che si è trattato di uno scambio di battute per nulla legato al tema della discussione ma esclusivamente all’andamento dei lavori». «Paola interrompeva di continuo», racconta al Corriere

A rimettere la palla al centro prova un’altra democratica, Cristiana Alicata, che definisce «inquietante che la discussione esterna alla commissione si stia concentrando su un battibecco tra Paola Concia e Rosy Bindi e temo, lo temo fortemente, che questo possa spostare l’attenzione sul vero problema: l’incapacità di quel tavolo di rappresentare la vera posizione del PD». Alicata si chiede perché Rosy Bindi non «applichi la stessa durezza che sta applicando con Paola Concia anche al primo dei non eletti nel Lazio tale Mario Adinolfi, iscritto visibile e mediatico di questo partito, che semina odio omofobico dal proprio blog e dalla propria pagina di facebook e per il quale, appellandoci al nostro bello statuto, abbiamo chiesto l’espulsione che sarà discussa tra poche settimane».

A proposito di provvedimenti disciplinari, la Bindi non ha intenzione per il momento di riappacificarsi con Paola Concia. Anzi, l’avverte: «Se non la smette ci saranno conseguenze gravi».

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