Condanna a morte per il patrigno che torturò il figlio perché temeva fosse gay

Le sevizie, avvenute a Los Angeles, avevano causato la morte di Gabriel Fernandez, di soli otto anni.

Condanna a morte il patrigno responsabile delle indicibili torture che hanno portato al decesso di un bimbo di otto anni.

Isauro Aguirre, 32 anni, è stato riconosciuto colpevole di aver brutalmente torturato e provocato la morte di Gabriel Fernandez, il figliastro di otto anni, perché “si comportava da gay” e per questo ha ricevuto una condanna a morte. È la prima sentenza capitale emessa in California dal 2006.

L’uomo, che ha agito con la complicità della compagna e madre del bambino, lo avrebbe picchiato, costretto a mangiare le proprie feci, vestito con abiti femminili per andare a scuola e lo avrebbe infine aggredito con lo spray al peperoncino e con delle sigarette, causandogli bruciature sulla pelle. Gabriel Fernandez è morto due giorni dopo essere stato ricoverato in ospedale.

Condanna a morte
La vittima, Gabriel Fernandez, 8 anni.

Per il procuratore, che ha accusato Aguirre di aver agito per omofobia, il movente era da ricercarsi nei presunti comportamenti femminili del bambino. Il patrigno, che ha ammesso le sevizie ma non la responsabilità della decesso del figliastro, ha rifiutato un accordo con la procura per evitare la condanna a morte.

La madre del piccolo e quattro lavoratori dei servizi sociali saranno processati separatamente per accertare le loro responsabilità nel decesso.

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