Marocco: condannati gli aggressori dei gay di Beni Mellal

La pena ai due omosessuali picchiati rimane, ma è stata addolcita agli arresti domiciliari

Si evolve in modo parzialmente positivo la vicenda, sulla quale abbiamo insistito molto, degli omosessuali marocchini picchiati a sangue dopo essere stati sorpresi a letto: il video diffuso in tutto il web era agghiacciante e li ritraeva attaccati con una ferocia quasi animale. Assurdo l’epilogo: gli aggressori, come abbiamo riportato, sono stati liberati e a essere condannate sono state le due vittime: colte “in flagranza di reato di sodomia”, sono state condannate a quattro mesi di carcere.

La giustizia marocchina e la diplomazia internazionale hanno fatto di tutto per far revisionare questa assurda condanna, che viola in principio ogni diritto umano esistente, grazie anche alla diffusione che la stampa ha dato al caso: ieri si è arrivati ad una revisione che è un inizio ma non può certamente essere la fine di questa storia.

Due dei cinque aggressori (tra cui un minorenne) sono stati condannati dalla Corte d’Appello rispettivamente a 4 e 6 mesi di carcere, quando inizialmente ne avevano solo due da scontare agli arresti domiciliari. Una pena che rimane assolutamente ingiusta, ma che è un segno che qualcosa sta cambiando e che le pressioni delle associazioni umanitarie si fanno sentire. Gli altri due aggressori però sono stati assurdamente liberati e il quinto minorenne verrà giudicato nei prossimi giorni.

Le due vittime dell’aggressione, accusati di “sodomia”, sono state parzialmente “graziate”: dai quattro mesi di condanna si è passati a quattro mesi agli arresti domiciliari. Ancora poco, ma almeno i due ragazzi potranno scontare questa inconcepibile pena nelle loro case, in attesa di una nuova revisione.

Ti suggeriamo anche  Puglia, presidente commissione Pari opportunità attacca la legge contro l'omofobia: 'Eccessiva e obsoleta'

marocco-femenGiunge anche la notizia che le due manifestanti del gruppo estremista “Femen”, che hanno cercato di protestare nude davanti al tribunale a sostegno dei due ragazzi picchiati, sono state fermate e espulse in Francia. Un gesto terribile, che manifesta l’intenzione del governo marocchino di reprimere ogni protesta alla condanna.

Noi continueremo ad alzare la voce su questo caso, sperando che venga nuovamente preso in considerazione un inasprimento della condanna per i malvagi aggressori affinché i poveri giovani possano avere giustizia.