Condove: vicesindaco festeggia la Repubblica attaccando le nozze gay

di

In occasione delle commemorazioni per il 2 giugno, Emiliano Leccese, vicesindaco del paesino del torinese ha colto l'occasione per sostenere il matrimonio gay negherebbe un principio naturale.

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
10896 0

Condove è un paesino di poco più di 7.500 anime in provincia di Torino. Uno come tanti, nella provincia italiana, dove domenica scorsa si è festeggiata la festa della Repubblica. In piazze c’erano tutti, naturalmente: autorità, forse dell’ordine e semplici cittadini. Tra loro anche il vicesindaco Emiliano Leccese, eletto con una lista civica di centrodestra, a cui è toccato fare un breve discorso per commemorare l’evento.
Per qualche strana ragione, Leccese ha pensato che fossero l’occasione e il luogo giusti per affrontare un tema tornato d’attualità a livello nazionale: i diritti delle coppie gay.
“Come può una società progredire – si è chiesto il vicesindaco davanti ai suoi cittadini – se si nega un principio naturale, come il fatto che il matrimonio si fonda sull’unione tra uomo e donna?”
A denunciare la cosa è stato, tramite il suo blog , Jacopo Suppo, “valsusino doc”, come lui stesso si definisce e “appassionato di politica”, che fa candidamente notare a Leccese come l’articolo 29 della Costituzione, la stessa della Repubblica che si stava in quel momento festeggiando, parli di “società naturale fondata sul matrimonio”, senza specificare orientamento sessuale e genere di chi si sposa.
“Il mio vicesindaco si chiede come può una società progredire se riconosce i matrimoni gay – conclude Jacopo -. Io, che di questa società faccio parte, mi chiedo invece dove crediamo di andare se impediamo alle persone di amarsi”.

Guarda una storia
d'amore Viennese.

Leggi   Spirit Day, Britney Spears al fianco dei giovani LGBT vittime di omofobia
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...