Congresso An: protestano i gay

Enrico Oliari, in una lettera aperta a Fini caduta nel vuoto, chiedeva di poter intervenire al Congresso per dare voce alla minoranza degli omosessuali: "An è come una DC di destra".

Un congresso "aulico", quello di An a Bologna, in cui si è parlato "di tante belle cose" ma non della "più grande minoranza del paese, i tre-quattro milioni di italiani omosessuali". Lo denuncia Enrico Oliari, presidente di Gaylib, l’organizzazione dei gay di centro-destra.

"An – ha detto Oliari in una conferenza stampa a margine dei lavori del congresso – è diventata un partito un po’ bigotto. La definirei una democrazia cristiana di destra dove certi argomenti sono tabù. Penso ad esempio alla scivolata di Gianfranco Fini sui maestri gay, che a me sinceramente ha fatto un po’ paura. Dentro il partito qualcuno vede ancora gli omosessuali come pervertiti o pedofili o come la causa della fine della razza italica".

Oliari, autore tra l’altro di una lettera aperta indirizzata al presidente di AN caduta nel vuoto, in cui chiedeva di poter intervenire al Congresso per dare voce alla minoranza degli omosessuali, sostiene di averne parlato con lo stesso Fini, "ma lui ha detto che non crede in questo tipo di lotta, che non se ne vuole occupare personalmente perchè il tema non richiede urgenza e che comunque c’è la possibilità di lavorare perchè An non è un partito monolitico".

Anche nell’altro schieramento politico le cose non vanno molto meglio. "La sinistra non ha fatto nulla per noi quando stava al governo. Ci sarebbe quindi una occasione storica per la destra di trattare questo tema. Purtroppo sul piatto pesa il voto dei cattolici, che da tutte e due le parti ha una sua rilevanza, quindi gli omosessuali sono sempre sacrificati da entrambi gli schieramenti".

Fa eco ad Oliari Enzo Palmesano, membro dell’assemblea nazionale uscente del partito: "Alla fine – osserva – Gianfranco Fini dovrà scegliere se dare ragione all’Europa. Quando si porrà la questione dei diritti delle perone omosessuali del no ad ogni forma di discriminazione basta sull’orientamento sessuale, è ovvio che Fini dovrà votare a favore, se no che costituente sarà? Poi pero’ non si puo’ dire il contrario all’interno del partito".