Congresso della Famiglia, il presidente Istat Blangiardo ritira la partecipazione dopo le polemiche

Giancarlo Blangiardo, da poco eletto presidente dell’Istat grazie alla Lega, travolto dalle polemiche per la sua partecipazione al Congresso.

Tra i presenti al Congresso Mondiale della Famiglia di Verona, che prenderà vita domani dopo settimane di infuocate polemiche, ci sarà anche il demografo Giancarlo Blangiardo, da poco eletto nuovo presidente dell’Istat (Istituto nazionale di statistica). Blangiardo, incredibile ma vero, avrebbe dovuto partecipare ad una tavola rotonda sulla crisi demografica insieme al leghista Simone Pillon e allo psichiatra Alessandro Meluzzi, con  Maurizio Belpietro, direttore della Verità e di Panorama, moderatore.

E’ chiaro che la presenza di Blangiardo, in quanto presidente Istat, organo super partes, appaia a dir poco fuori luogo, tanto dall’aver scatenato Monica Cirinnà, senatrice del PD. Questa la sua reazione, dalle pagine de LaRepubblica: “La partecipazione del Presidente dell’Istat al Congresso di Verona è gravissima e vergognosa. Il rappresentante di una istituzione così fondamentale per la vita della Repubblica ha il dovere di mantenersi imparziale, per garantire il prestigio dell’Istat stesso. Biangiardi non è nuovo, purtroppo, a prese di posizione di questo genere: avevamo avvisato che la sua nomina era gravemente inopportuna. A lui ricordo che la crisi demografica non si affronta promuovendo un solo tipo di famiglia, nè tantomeno relegando le donne nella dimensione privata e familiare come vorrebbero gli organizzatori del congresso. Le famiglie non si sostengono favorendo l’egemonia culturale di un modello retrogrado e ideologico di relazioni familiari: la natalità cresce quando nelle famiglie, tutte, è garantita la pari opportunità fra donne e uomini, quando c’è parità di accesso ai congedi, quando vi sono reali politiche di sostegno all’infanzia e alla conciliazione tra lavoro e vita familiare, soprattutto per le donne“.

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Parole durissime che si fanno ancor più nette da parte della CGIL, che ha tuonato via social: “Riteniamo che la partecipazione di Blangiardo, che da oltre un mese è il presidente dell’Istat, a un evento così connotato politicamente, metterebbe decisamente a rischio la reputazione del nostro Ente. I lavoratori e le lavoratrici dell’Istat non possono e non devono essere rappresentati dal loro presidente in un Convegno che si propone di discutere la soppressione di diritti fondamentali conquistati dai movimenti delle donne e delle comunità Lgbt. Blangiardo si renda conto che, per il ruolo che ora riveste, non può più partecipare a manifestazioni politiche esplicitamente di destra come quella di Verona, che nulla hanno di “accademico” o “scientifico”. La FLC CGIL chiede a nome dei lavoratori che rappresenta al presidente Blangiardo di smentire quello che si legge in rete e di rinunciare a presenziare al congresso di Verona, declinando ufficialmente l’invito“.

Nella serata di ieri, via Ansa, è arrivato il passo indietro di Blangiardo, che “a fronte del clamore che sta suscitando una sua eventuale presenza – peraltro come studioso – al congresso di Verona, ha rinunciato a partecipare al fine di evitare che una decisione del tutto personale possa essere interpretata come una decisione del presidente dell’Istat”.