Congresso della Famiglia di Verona: il programma e i vantaggi per i partecipanti

I 6 punti del programma del tanto chiacchierato evento e i vantaggi per i partecipanti al Congresso.

Recentemente, si è associato il programma contenuto dal pensiero di Agenda Europa come quello che verrà proposto al Congresso Mondiale delle Famiglie. In realtà, l’evento di Verona prenderà in esame solo una parte di quei punti, che coincidono. Nonostante non ci siano molte differenza tra Agenda Europa e il Congresso, il programma della prima contiene spunti irrealizzabili, poiché incostituzionali. Il programma dei 3 giorni di Verona si può riassumere in otto punti ben definiti, e sono stati pubblicati anche sul sito ufficiale del Congresso. Purtroppo, si notano subito le similitudini con la scandalosa lista delle “cose da fare” prevista da Agenda Europa.

Agenda Europa è una rete a cui si ispirano alcuni concetti del Congresso, con la condivisione di alcune idee. E’ però sbagliato dire che i temi del manifesto sono gli stessi dell’incontro di Verona.

Il programma del Congresso delle Famiglie

I punti che verranno trattati riguarderanno la famiglia, i diritti dei bambini, la crisi demografica e politiche di tutela delle famiglie. Inutile dire di quale famiglia si tratterà, così come si può immaginare quali diritti dovrebbero avere i bambini. Senza essere prevenuti, basta semplicemente guardare chi saranno gli ospiti dell’evento. Tra chi pensa che le famiglie arcobaleno non esistano, chi vorrebbe vietare le adozioni di coppie gay e chi propone la pena di morte per gli omosessuali, non si parlerà certo positivamente della comunità LGBT.

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Ecco il programma in 8 punti, con piccole puntualizzazioni tra parentesi:

  1. la bellezza del matrimonio (solamente se tra uomo e donna)
  2. i diritti dei bambini (ad avere una mamma e un papà)
  3. ecologia umana integrale (la famiglia naturale è una sola)
  4. donna nella storia (differenze tra Medioevo e oggi, e ritorno)
  5. crescita e crisi demografica (causata dalle coppie omosessuali e dal fatto che la donna lavora)
  6. saluta e dignità della donna (nello stare a casa a cucinare e ad accudire i figli)
  7. tutela giuridica della vita e della famiglia (ovvero niente aborto e limitazione nel richiedere il divorzio)
  8. politiche aziendali per famiglie e natalità (tecnica per tentare di convincere le donne a fare più figli)

La delibera del comune per i partecipanti all’incontro

Il sindaco Sboarina, in occasione del Congresso delle Famiglia, ha anche creato delle offerte promozionali ad hoc per i partecipanti. Quindi, se volete visitare Verona, dal 29 al 31 sono i 3 giorni migliori per scoprire la città a prezzi molto più accessibili. Basterà esibire il badge, spiega la delibera, e dimostrare di partecipare a uno degli eventi del Congresso, per ottenere così uno sconto del 90%, e visitare l’Arena al costo di 1 euro, oltre a tutti i musei civici di Verona.

I parcheggi saranno gratuiti per le auto dei personaggi più importanti ospiti del Congresso, così come quelle degli organizzatori, fornitori e allestitori e dei pullman che porteranno tutti i partecipanti. Nulla o quasi inesistente il pagamento dei contributi per l’affissione in luoghi pubblici di locandine dell’evento, gratuito invece il “noleggio” del palazzo della Gran Guardia, scelta come luogo dell’evento per il 30 e 31 marzo. Il Comune si occuperà, a spese dei veronesi, di pulire tutte le stanze utilizzate e del trasporto del materiale. Infine, sempre a costo zero per gli organizzatori, il Comune penserà alla rimozione delle fioriere e garantire la sicurezza delle vie previste per la Marcia della Famiglia, prevista per il 31 marzo.

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Mauro Bonato: “Se va avanti così torneremo a tempi antichi dove le donne fanno solo le schiave degli uomini”

Capogruppo della Lega al Comune di Verona, nonché leghista di prim’ordine, Mauro Bonato non ha voluto ricoprire un minuto di più la sua carica nel partito leghista, se questi sono i suoi nuovi ideali.

La Lega è nata per ottenere l’autonomia delle regioni, non per sindacare su temi etici o familiari. […] Se voleva fare un convegno coi suoi fan lo poteva fare, ma senza il supporto delle istituzioni pubbliche e, in particolare, del Comune di Verona. Il Comune deve avere a cuore tutti e non soltanto una parte.

E per questo, il 16 marzo ha dato le dimissioni. “Verona non merita questo” sono state le sue parole.