Congresso Mondiale delle Famiglie: a marzo i personaggi più omofobi al mondo saranno a Verona

Un evento per tutte le famiglie? Certo che no! Solo quelle “normali”.

Il Congresso Mondiale delle Famiglie, se lo si potesse riassumere in poche parole, si potrebbe definire come un inno all’omofobia. Difatti, l’evento internazionale, che quest’anno si terrà a Verona, parla appunto di famiglia, ma certo non di quelle omogenitoriali. L’intero programma sarà un’intensa ode alle famiglie naturali, ovvero quelle composte da un uomo e una donna, da un padre e una madre. Fosse solo questo, però, non sarebbe nulla di grave. Ormai si è consapevoli che in tutto il mondo una parte della popolazione è rimasta indietro, e non rendendosi conto dello scorrere del tempo, si è fossilizzata ad ammirare e lodare la famiglia naturale, ignorando volontariamente la comunità LGBT, le coppie arcobaleno e la lotta alle discriminazioni di genere. Il problema è che al Congresso si parlerà anche di aborto, adulterio, lotta alla pornografia. Ma anche di rapporti omosessuali, di criminalizzazione dell’omosessualità. E quindi di omofobia.

Cosa c’entrano questi temi con la famiglia, seppur intesa come tradizionale? Perché in realtà questo evento è un attacco alla comunità LGBT e alla lotta contro tutte le discriminazioni. E lo si nota dai personaggi, in arrivo da tutto il mondo, che prenderanno la parola sul palco del Congresso. Un team di omofobi, provenienti dai Paesi più arretrati esistenti. Ci sono infatti miliardari conservatori e ortodossi, politici pro-Putin, e sono molti gli ospiti provenienti proprio dalla Russia. Ma anche dalla Nigeria e dall’Ugandaattivisti sostenitori di leggi “anti-gay”.

Il Congresso dell’omofobia a Verona da marzo

A intervenire sono stati invitati anche i ministri Salvini (Interni), Fontana (Famiglia e disabilità), Bussetti (Istruzione) e il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani. Tutte personalità, almeno i primi due, che non hanno mai evitato di attaccare la comunità LGBT, battendosi contro le famiglie arcobaleno e i loro figli, o molto semplicemente spiegando che non esistono.

A questi illustri ospiti di destra e centro-destra, si aggiunge l’associazione Alliance Defending Freedom, di origine americana, che ha sostenuto le proposte di criminalizzare i rapporti omosessuali tra adulti consenzienti. Tra i finanziatori c’è invece Konstantin Malofeev, un miliardario ortodosso putiniano, incaricato anche dal presidente russo di mantenere i rapporti tra Mosca e le estreme destre europeiste. Ci sarà poi l’arciprete Dmitri Smirnov, presidente della Commissione patriarcale per la famiglia e la maternità. Questo uomo di chiesa ricopre anche un ruolo all’interno del Cremlino, aiutando il presidente Putin a portare avanti delle politiche in linea con la chiesa ortodossa. Ci sono poi Igor Dodon, presidente moldavo, e Denise Mountenay, convinta anti-abortista. Dodon, nel 2017, ha ordinato di disperdere una manifestazione LGBT, affermando che lui non era il presidente dei gay. Altro nome importante è quello di Babette Francis, conservatrice australiana contraria alle militanti femministe e all’aborto.

Chiudiamo con Theresa Okafor, attivista nigeriana che nel 2014 voleva criminalizzare le relazioni tra persone dello stesso sesso, le effusioni in pubblico delle stesse coppie e addirittura frequentare locali e associazioni gay. C’è poi Lucy Akello, la quale voleva proporre al Parlamento ugandese una legge anti-gay, che prevedeva l’ergastolo o la pena di morte per gli omosessuali. Infine, John Eastman, che ha sostenuto nel 2015 la stessa legge sopra citata in Uganda.

Il video di propaganda e il sigillo della Presidenza del Consiglio

Da circa un anno sono stati pubblicati vari video per pubblicizzare il Congresso. Tra i tanti, uno inizia con delle immagini di Verona, passando poi ai volti di bambini alternati a quelli di alcuni dei personaggi che saranno presenti all’evento, tra cui il primo piano di un Salvini sorridente, proprio quando la voce fuori campo dice “L’eroe è chi accende la speranza nel mondo“.

Il testo della voce fuori campo non sembra proprio in linea con le opinioni di gran parte degli ospiti. Per escludere la presenza del Governo, è stata presentata un’interrogazione parlamentare da parte di Emma Bonino e Ricardo Magi, per capire se il Congresso ha ricevuto dei finanziamenti da parte dello Stato, vista la presenza dei molti politici italiani.

Tra gli altri citati, sembra ci saranno anche Giorgia Meloni, Luca Zaia, e ovviamente il sindaco di Verona Federico Sboarina. Altra preoccupazione è il sigillo della Presidenza del Consiglio, presente all’evento come fosse un patrocinio. E ancora, la presenza del presidente del Consiglio Europeo Tajani, un organo che da sempre assicura valori di uguaglianza e la non discriminazione. Altro che schiaffo all’omofobia.

Questo è uno schiaffo alla comunità LGBT.