Contagia con l’Epatite B l’ex, condannato a 23 mesi

Sapeva di essere malato, ma ha scelto di avere rapporti non protetti durante la storia con un 32enne conosciuto in discoteca. Scoperto il contagio, l’ex compagno lo denuncia per lesioni gravissime.

Si erano conosciuti in una discoteca di Genova ed era nata una storia. I due, uno di 36 e l’altro di 32 anni, avevano continuato a frequentarsi e, naturalmente, ad avere rapporti sessuali. Una storia come tante dominata, però, da un terribile segreto: uno dei due, il 36enne, è in cura per l’epatite B ma decide, comunque, di avere con il suo partner rapporti non protetti, contagiandolo.

Mesi dopo, per altre ragioni, la storia tra i due si conclude e solo successivamente il 32enne scopre di essere stato contagiato. Torna dall’ex compagno e chiede spiegazioni. Inevitabile la tensione, lo scontro e la denuncia contro il 36enne.

I fatti risalgono al 2007 e ieri mattina l’imputato ha patteggiato la pena per un anno e 11 mesi di reclusione per lesioni gravissime, patteggiamento accettato dal Pm solo perché durante il processo l’uomo aveva risarcito l’ex fidanzato e vittima del contagio con 30 mila euro. L’epatite B è considerata malattia "Insanabile" dal nostro sistema giudiziario, quindi il contagio volontario (e l’aver scelto di non rivelare la propria condizione al compagno e di avere rapporti non protetti proverebbe la volontarietà) è causa di quelle che il codice penale definisce, appunto, "lesioni gravissime". Il 32enne, però, anche se ha dichiarato di avere apprezzato il gesto dell’uomo, ha citato civilmente l’ex compagno perché non ritiene il risarcimento sufficiente rispetto al danno subìto.