“Contro gli abusi, allontanare i gay dal sacerdozio”

Questa, secondo il monsignore lefebvriano Fellay, sarebbe la soluzione allo scandalo che sta travolgendo la Chiesa. Secondo Fellay, infatti, origine del problema sono gli omosessuali tra i sacerdoti.

Dopo le dichiarazioni del segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone su omosesualità e pedofilia, è adesso il turno dei lefebvriani. "Se si vogliono prevenire gli abusi, bisogna tenere gli omosessuali lontani dal sacerdozio" ha dichiarato il superiore generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, monsignor Bernard Fellay, in un’intervista rilasciata al settimanale tedesco "Der Spiegel". Per il prelato ultraconservatore, le vittime degli abusi nella Chiesa sono "quasi esclusivamente giovani sessualmente maturi" e questa sarebbe la dimostrazione che lo scandalo pedofilia nasce dalla presenza di omosessuali nei ranghi del clero. Le parole di Fellay seguono quelle del cardinale Bertone che durante un viaggio in Cile aveva affermato che "molti psicologi e psichiatri hanno dimostrato che non c’è nessun collegamento fra celibato e pedofilia, ma molti altri hanno dimostrato che c’è una relazione fra omosessualità e pedofilia".

Successivamente, il portavoce vaticano padre lombardi aveva tentato di togliere le castagne dal fuoco di Bertone cui erano arrivate critiche da tutte le parti delmondo, compreso il governo francese. Lombardi aveva dichiarato che "le autorità ecclesiastiche" non ritengono "di loro competenza fare affermazioni generali di carattere specificamente psicologico o medico, per le quali rimandano naturalmente agli studi degli specialisti e alle ricerche in corso sulla materia".

Il monsignore lefebvriano attacca anche il Kirchentag ecumenico che si è svolto nelle scorse settimane a Monaco di Baviera come un "evento anti-Ratzinger" che mostra la debolezza "delle fondamenta spirituali della Chiesa ufficiale in Germania". E nonostante all’evento, tuttavia, papa Benedetto XVI ha mandato una lunga lettera di sostegno e di accompagnamento, non si possono certo dimenticare le manovre di riavvicinamento tra il Vaticano e i lefebvriani condotte da questo Papa, compresa la revoca della scomunica ai quattro preti conservatori che negavano la Shoha.

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