Contro Madre Teresa di Calcutta

Etica della sofferenza, proselitismo aggressivo, fondamentalismo religioso, rifiuto dei diritti umani: ecco i lati più disturbanti della santa.

L’anno scorso, il 4 settembre 2016, Madre Teresa di Calcutta è stata canonizzata da Papa Francesco. È diventata santa. È ora possibile rivolgerle ufficialmente preghiere e chiedere la sua intercessione per ottenere grazie e miracoli.

La canonizzazione della religiosa l’anno scorso ha radunato in Piazza San Pietro oltre centomila fedeli, mentre altre centinaia di migliaia hanno seguito la cerimonia da Via della Conciliazione e dagli spazi limitrofi. 13 capi di Stato e di governo, tra cui il primo ministro indiano, erano presenti alla cerimonia più importante del Giubileo della Misericordia. Una cerimonia, tra l’altro, trasmessa in mondovisione nei cinque continenti, con oltre 120 emittenti televisive collegate.

Perché Madre Teresa è una vera e propria star del cattolicesimo moderno e merita questo e altro. È una delle poche donne ad essere arrivate, a suo modo, ai vertici della Chiesa. Il suo processo di beatificazione prima e di santificazione poi, ha seguito, tra l’altro, un iter privilegiato, “una corsia preferenziale” qualcuno l’ha definita. Anjezë Gonxhe Bojaxhiu, questo il nome della religiosa di origine albanese, ha avuto una carriera straordinaria, che l’ha portata a essere la donna più famosa del mondo. È diventata, anche a livello popolare e ben al di fuori degli ambienti ecclesiastici, il simbolo del bene, della bontà, della carità. È diventata un’icona. Una Madonna contemporanea, più vecchia, più radicale, più estrema.

Ancora molti però non conoscono i lati in ombra della sua figura. Lati inquietanti, profondamente disturbanti. Per alcuni giornalisti, scrittori, ricercatori universitari, documentaristi – l’opera classica “contro” la benefattrice dell’umanità è il piccolo La posizione della missionaria di Christopher Hitchens – Madre Teresa fu, infatti, ben altro. Fu essenzialmente una fondamentalista religiosa e un’attivista politica, una predicatrice aggressiva e retrograda, una frequentatrice di dittatori e delinquenti.

Per molti questa è una verità inaccettabile, oltraggiosa. Eppure, a voler osservare da vicino la parabola esistenziale e umana di questa donna, noi non ci sentiamo poi così scandalizzati. Madre Teresa fu un’integralista, una cristiana particolarmente fervente e chi si occupa un po’ di queste cose ha ben chiaro che sovente l’essere cristiani esemplari significa salutare l’etica, prendere commiato dal senso morale, da quella cosa così piccola e impotente che è il cercare di essere persone perbene, perché i grandi disegni della Provvidenza necessitano di maniere forti, a volte necessitano di portare il male sulla terra, affinché si produca del bene in cielo, nell’invisibile.

INDIA. Mother Teresa. 1989. Mother Teresa at her refuge of the Missionaries of Charity in Calcutta. During prayer. Mother Teresa is the leader of the Missionaries of Charity (Nirmal Hridaya/Pure Heart) Order which is located in Calcutta.They were founded by in 1957 when she ran a home for the dying and destitute Nirmal Hriday in the Kalighat suburb of Calcutta.In 1979 she was awarded the Nobel PEACE PRIZE, and has continued to travel the world in charitable efforts to expand her Missionary of Charity to other countries outside of India. She was born on the 27th August 1910 in Skopje (Yugoslavia) her maiden name is Agnes Gonxha Bajaxhiu.

LA PERVERSA ETICA DELLA SOFFERENZA

Madre Teresa non curava gli ammalati. Li accompagnava verso la morte utilizzando la retorica della Passione di Cristo: amate la vostra sofferenza, poiché questa vi avvicina alla Croce. E così le sue Missionarie della carità di Calcutta, nel piccolo ospizio per moribondi, seguivano regole precise, volute dalla stessa Teresa. Nonostante le tantissime donazioni, l’operato dell’ordine fondato dalla santa (ormai possiamo dire così) si caratterizzava per la poca igiene, la quasi totale assenza di medici e personale sanitario competente, l’uso minimo di farmaci e antidolorifici. Gli aghi venivano usati molte volte su persone diverse. Non c’è tempo, dicevano le suore, non è importante. Madre Teresa non voleva curare, voleva splendere alla luce del dolore. Degli altri. Già, perché al momento del bisogno, per i suoi problemi di cuore e di vecchiaia, andò a curarsi nella migliori cliniche americane.

“C’è qualcosa di meraviglioso nel vedere i poveri accettare la propria sorte, sopportandola come se si trattasse della Passione di Cristo. Il mondo ha parecchio da guadagnare dalla loro sofferenza”, diceva. Il punto che le stava più a cuore non era quindi l’assistenza dei sofferenti: ciò che soprattutto le importava era la promozione del culto (sadico?) basato sul dolore e la morte. Quelli gravemente ammalati morivano tra indicibili sofferenze – la Madre pare permettesse al massimo l’aspirina o qualche altro blando rimedio, anche per i malati oncologici in fase terminale – quelli che arrivavano da lei invece con patologie non gravi, finivano per rimetterci la pelle. Un ragazzino di quindici anni con problemi gastrointestinali giunto una volta dalla santa, non venne portato all’ospedale: “Se faccio così per uno, devo farlo per tutti”, disse. Madre Teresa impose regole ferree di austerità e povertà: faceva buttare via mobili, letti, poltrone. Il che significava che i moribondi doveva morire male, senza comfort, mentre lei, condividendo quella stessa povertà (“povera tra i poveri”), ne usciva come un’eroina, come appunto una santa. Una domanda morale e quasi teologica sorge a questo punto: la rinuncia alla vita e alla gioia, l’etica della sofferenza, se è un’opzione accettabile e rispettabile quando viene scelta per se stessi, che valore ha quando viene imposta? È umano, è santo, costringere un moribondo a morire male per appagare le proprie pulsioni spirituali?

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CONTRO I DIRITTI UMANI

Madre Teresa fu una fondamentalista, ferocemente contraria all’aborto, alle pratiche contraccettive, al preservativo, al divorzio, all’emancipazione della donna. Proprio il suo discorso per il Nobel del 1979 si trasformò in un grande spot contro l’aborto: “Secondo me, oggi la pace è minacciata anche dall’aborto, che è una vera e propria guerra, l’uccisione diretta di un bambino da parte della sua stessa madre. (…) Oggi, 1’aborto è il male peggiore, e il più grande nemico della pace. Noi, che siamo qui oggi, siamo stati voluti dai nostri genitori. Non saremmo qui se i nostri genitori non ci avessero voluto. (…) Molti si preoccupano dei bambini, come quelli in Africa, che muoiono in massa di fame o per altri motivi. Ma milioni di bambini muoiono intenzionalmente, per volontà delle loro madri. E se una madre può uccidere il proprio bambino, che cosa ci impedirà di toglierci la vita, o di ucciderci a vicenda? Nulla.” Come ha scritto Hitchens, Madre Teresa fu “amica della povertà”, non dei poveri. La povertà fu il suo dispositivo retorico e strategico, la sua arma segreta per portare la Chiesa nel mondo e probabilmente per questo era solita opporsi a misure strutturali per porre fine alla povertà e al degrado, in particolare quelle che avrebbero elevato la condizione femminile. La povertà le serviva. 

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L’AMORE PER IL POTERE E IL PROSELITISMO

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Madre Teresa è molto amata dalla Chiesa e dalle gerarchie perché svolse un ottimo servizio alla diffusione delle dottrina cattolica e alla promozione della sua immagine nel mondo. In un momento di difficoltà a livello di credibilità e di crisi delle vocazioni, Madre Teresa usò la beneficenza come passepartout per divenire ambasciatrice scaltra ovvero un’infiltrata del Vaticano capace di arrivare ovunque: dai capi di Stato, dai dittatori, nei salotti più potenti a livello internazionale. E ovunque portò le sue istanze reazionarie e oscurantiste, la sua chiusura nei confronti dei diritti umani.  Fu al centro di un turbinio prestigioso e molto mediatico di amicizie e contatti importanti, fu la fondatrice di un nuovo ordine religioso e la promotrice instancabile di un proselitismo da nuovo colonialismo: la donna bianca che andava a illuminare la miseria fisica ma soprattutto morale degli infedeli dalla pelle scura, insegnando loro a morire magari con l’estremo ricatto del battesimo forzato, pronunciato dalle suorine col sari: “Lo vuoi un biglietto per il Paradiso?”. Lo storico Vijay Prakash ha definito Madre Teresa incarnazione dell’immagine della “donna bianca nelle colonie per antonomasia, impegnata per la salvezza di quei corpi scuri dalle loro tentazioni e dai loro fallimenti”.

IL TESORO DI TERESA

Madre Teresa riceveva moltissimo denaro per le sue attività. Donazioni, slanci filantropici, premi e onorificenze: dove andarono a finire tutti quei soldi? Un certo, diffuso luogo comune vuole che Madre Teresa abbia fondato ospedali, ma in realtà non è così. Hitchens nel suo libro critica Madre Teresa affermando che avrebbe usato i contributi in denaro ricevuti per aprire conventi in 150 paesi piuttosto che per la fondazione degli ospedali, per i quali le donazioni erano state effettuate. Conventi in cui non si curavano gli ammalati, ma si portavano avanti programmi di conversione e diffusione del messaggio cattolico. Come precisa Hitchens: “nessuno accusa Madre Teresa di essersi appropriata dei soldi per suoi scopi personali, ma che se il denaro era stato speso per predicare il fondamentalismo cattolico in paesi poveri, come lei stessa più volte sembra aver sostenuto, non era questa la ragione per cui la maggior parte delle persone aveva deciso di separarsi dai propri soldi”. Insomma, la facciata dell’attività coi poveri – che comportava costi ridotti, viste le modalità spartane e assai carenti dal punto di vista dell’assistenza medica – serviva probabilmente per arricchire le casse del Vaticano. Le donazioni all’ordine di Madre Teresa erano senza effetto, non curavano nessuno, non miglioravano le condizioni dei sofferenti. 

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LA SANTA SENZA DIO

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Si potrebbe continuare ancora a lungo citando episodi e aneddoti che ridimensionano – per usare un eufemismo – l’aura caritatevole della religiosa. Vorrei, per concludere, però tornare brevemente su un punto toccato all’inizio. Tutta questa vicenda di Madre Teresa potrà scandalizzare o indignare, in un senso o nell’altro, varie persone. Altre invece non la troveranno poi così straordinaria. Già, perché quella che da oggi diventerà santa è semplicemente il frutto, certo uno dei frutti sommi, più maturi, celebrati e trionfali, dei peccati morali di buona parte del cristianesimo e del cattolicesimo. Peccati morali che si possono sintetizzare nell’idea di violazione dell’esperienza quotidiana, della trama comune, visibile, dei beni e dei mali. Di tutto ciò che può essere visto, toccato, abbracciato.
Madre Teresa fu una donna molto religiosa ma pare credesse poco in Dio. Esistono infatti alcuni suoi scritti, molte lettere e pagine autografe, conservate nell’arco di vari decenni, in cui la donna manifesta la sua crisi spirituale. “Mi hai respinto, mi hai gettato via, non voluta e non amata. Io chiamo, io mi aggrappo, io voglio, ma non c’è Alcuno che risponda. Nessuno, nessuno. Sola… Dov’è la mia Fede… Perfino quaggiù nel profondo, null’altro che vuoto e oscurità —Mio Dio—come fa male questa pena sconosciuta… Per che cosa mi tormento? Se non c’è alcun Dio non c’è neppure l’anima, e allora anche tu, Gesù, non sei vero… Io non ho alcuna Fede. Nessuna Fede, nessun amore, nessuno zelo. La salvezza delle anime non mi attrae, il Paradiso non significa nulla… Io non ho niente, neppure la realtà della presenza di Dio”. Personalmente non mi sorprendono queste righe: è proprio la mistificazione del divino che anima operazioni ecclesiastico-politiche del calibro di quella di Madre Teresa. La gran parte del cattolicesimo attivo, politico, militante muove da un’eccessiva vicinanza col mistero di Dio, con la sua assenza ovvero trascendenza. Un mistero che andrebbe avvolto e protetto con un dubbio al contempo assoluto e delicato, in grado di lasciar spazio sulla terra all’etica e al senso morale, uniche garanzie di protezione per i derelitti. Etica e senso morale di cui la santa fu assai poco dotata, perché la sua misericordia fu ideologica, strumentale, violenta. Non il bene del singolo e la sacralità della persona furono al centro del suo zelo, quanto piuttosto la difesa di un Dio onnipotente eppure assente, al quale troppo spesso finì inevitabilmente col cercare di sostituirsi. 

30 commenti su “Contro Madre Teresa di Calcutta

  1. Ma secondo me Jhonatan hai dei seri problemi con la chiesa (o problemi mentali?), heheh hai vomitato più menzogne in questo articolo che nei fiumi dell’alcol in cui evidentemente lo hai scritto!
    Sentire “giudicare” una santa da un nessuno che butta merda sul prossimo fa solo ridere, parlare di scelta di sofferenza e violenza sadica, ma te c’eri lì? Pensi che i mezzi erano così numerosi per curare? Direi proprio che di no! Hai mai intinto le tue mani nello sporco e sangue di un povero? No certo te sai solo buttare merda addosso per la tua autocelebrazione, solo perchè non sei importante.
    S.Madre Teresa inoltre ha sempre disdegnato le foto, figurati il potere, momenti di mancanza di fede? Vuol dire che non era stupida ma al contrario si domandava, come tutti i cristiani devono capire se credere, tutti hanno momenti difficili. Sei triste.
    Per concludere mi chiedo che ci fa un articolo contro le sante se è un sito che parla di Gay?? Non è per queste stronzate che mi sono iscritto a gay.it, ma perchè in quanto gay e si pure cristiano mi aspetto un sito che lotta per i diritti dell’ uomo e non per i diritti di buttare merda out topic!
    Cresci un po Jhon

  2. Ma secondo me Jhonatan hai dei seri problemincon la chiesa, heheh hai vomitato più menzogne in questo articolo che nei fiumi dell’alcol in cui evidentemente lo hai scritto!
    Sentire “giudicare” una santa da un nessuno che butta merda sul prossimo fa solo ridere, parlare di scelta di sofferenza e violenza sadica, ma te c’eri lì? Pensi che i mezzi erano così numerosi per curare? Hai mai intinto le tue mani nello sporco e sangue di un povero? No certo te sai solo buttare merda addosso per la tua autocelebrazione, solo perchè non sei importante.
    S.Nadre Teresa inoltre ha sempre disdegnato le foto, figurati il potere, momenti di mancanza di fede? Vuol dire che non era stupida ma al contrario si domandava, tutti i cristiani devono capire se scegliere la fede, tutti hanno momenti difficili.
    Per concludere mi chiedo che ci fa un articolo contro questa piccola donna se è un sito che parla di Gay?? Non è per queste stronzate che mi sono iscritto a gay.it, ma perchè in quanto gay e si pure cristiano mi aspetto un sito che lotta per i diritti dell’ uomo e non per i diritti di buttare merda outtopic!
    Cresci un po Jhon

  3. Ma non ho capito perché se uno è gay deve essere per forza contro la chiesa cattolica….. A quando un bell’articoletto sull’Islam ? Sarebbe interessante “i diritti gay nel mondo islamico”. Attendo con trepidazione.

    1. Ce ne sono settimanalmente di articoli sull’islam su questo sito. Forse è troppo presa dal benaltrismo per informarsi prima di scrivere? Comunque l’articolo riporta dei fatti. Come è un fatto che la chiesa cattolica condanni i gay. Quindi se i gay criticano la chiesa mi pare il meno e per fortuna si può fare ma non perché la chiesa sia meglio dell’islam ma perché grazie all’umanesimo al rinascimento alla rivoluzione francese e alla nascita degli stati liberali e democratici l’inquisizione non ha più poteri che ora hanno le corti islamiche

  4. Mi sembra una lettura superficiale. Dire che non curava gli ammalati mi sembra eccessivo come dire che i soldi spesi per i conventi. I conventi delle Missionarie della carità svolgono tutti un servizio alle persone più povere. La teologia del dolore e della sofferenza così come la condanna dell’aborto sono in linea con il magistero cattolico. Comunque la si pensi non le si può imputare una colpa l’essere cattolica.

    1. Essere cattolici significa, ormai l’abbiamo imparato a dovere, prender commiato dall’etica. L’esperienza morale quotidiana, il rapporto sempre precario, sempre rivedibile, coi beni e coi mali, non conta niente. Conta solo il piano eterno, invisibile, del volere di Dio. E siccome Dio non s’è mai visto sulla Terra, conta solo il volere di chi ha parlato o parla, in suo nome. Gesù, i preti, le suore pazze.

      1. Niet: questo tuo dire è così semplicistico e ingiusto da essere esattamente speculare a quello che la Chiesa a torto afferma sull’omosessualità; in entrambi i casi sono l’ignoranza e l’estremismo a farla da padrone.

    2. Curare un malato significa anche cercare di guarirlo… quello che questa signora faceva era di accudire, male, dei poveri cristi sofferenti non curandosi delle piu’ elementari normi igieniche nè avendo un minimo di compassione per la sofferenza ma, anzi, utilizzando questo dolore per promuovere il credo cattolico. Non vedo molta differenza con il comportamento dei musulmani inegralisti che si fanno saltare in aria per arrivare a sedere vicino al loro profeta.

      Essere cattolici non è certo una colpa… di certo è un’offesa per l’intelligenza umana cosi come lo è professare una fede per un’entità superiore accettando dogmi e regole assurde piuttosto che avere fiducia nella propria ragione.

    3. Condivido con te Giuseppe. Se tutti quelli che parlano aiutassero di un decimo i poveri come ha fatto lei, altro che critiche.
      Ho lavorato in India (per un’altra associazione, laica) e posso dire che Madre Teresa ha fatto tanto e le sue sorelle pure. le conversioni non sono molte visto che aiutano tutti senza chiedere nulla.
      Parlare di norme igieniche in certe condizioni è difficile: avete mai provato a lavorare nel fango?? io si.
      parlo da gay (ma qui che c’entra?) e non credente. Certo che è facile spalare merda quando si sta a casa… Chi non fa nulla non sbaglia mai…

      1. Perdonami, con tutto il rispetto per il tuo lavoro in india… ti faccio solo un paio di domande alle quale ti sarei veramente grato se vorrai rispondermi: le condizioni precarie in cui versano i suoi centri sono dovute a effettive mancanze di alternative e di mezzi? Perchè nonostante la grande quantità di soldi ricevuti in donazione non ha voluto rendere i suoi ospizi piu’ confortevoli e accoglienti?

        Forse le conversioni sono state poche perchè la gente moriva prima.

        1. Ciao Steve,
          non conosco ovviamente tutti i dettagli, ma ti posso dire come funzionano le cose in India per la mia esperienza diretta.

          Per avere il permesso di costruire un centro bisogna passare una trafila infinita (per le nostre tende equipaggiate con dispositivi medici di base, ci sono voluti quasi 18 mesi) e ad ogni passo bisogna pagare o il governo o il comune o il governo regionale o il capo del luogo.
          per quel che riguarda ciò che ho visto a Kolkata, le case accoglienza ci sono, e alcune (come le nostre e quelle di altre associazioni) sono state distrutte dalla polizia o da “ignoti”.

          spesso poi il governo “confisca” i beni (letti, stetoscopi, farmaci e quant’altro) adducendo scuse (tasse non pagate, registrazioni fatte male, carte che mancano, nuove regole…) e quindi bisogna ricominciare daccapo.

          l’India non è il “volemose bene” dello yoga occidentale, ma è una dicotomia tra modernità e povertà, tra spirtualismo e assenza di aiuto al prossimo, burocrazia infernale e una corruzione al dir poco onnipresente.

          in aggiunta, spesso vengono accolti nelle strutture occidentali quelli che sono chiamati “intoccabili” nel sistema delle caste, e che non hanno diritto ad andare in ospedale perché impuri.
          Oppure le donne, che hanno priorità n. 2 nella gerarchia (ti ricordo che il successo dell’ecocardiografo portatile in India è dovuto al fatto che cosi le persone potevano abortire le bambine ma non i bambini)

          Sempre a Kolkata, vedevo che si celebrava il rito cattolico, ma le persone partecipanti erano per lo più le suore, gli atri (inclusi i malati, o i parenti degli stessi) continuavano a recarsi al vicino tempio (o in prossimità di esso perché gli impuri devono restare fuori).

          E’ questa la norma? non lo so, ma questo è quello che ho visto.

          In conclusione, non so se i soldi di Madre Teresa siano stati amministrati bene o male o intascati. Io ho visto aiuto e molto poco proselitismo.
          Quello che mi fa arrabbiare è lo sparare a zero definendo un persona che, pur sbagliando, ha salvato delle vite umane.

          Quanti di noi possono dire: io ho guarito, salvato una vita, sofferto con questi uomini dimenticati?

          mi sembra troppo facile sputare sentenze cosi perchè una è cattolica allora è il male.
          No, io penso che tutti i credo forti (inclusi un ateismo radicale, un Gayismo spinto) siano tutti uguali, con i medesimi rischi e problemi.

          Basta vedere certi commenti non sostanziati e da “bar” che si trovano un po’ dappertutto, incluso questo sito.

          1. Grazie Massimo. Come sai tutti i personaggi storici (ormai madre teresa fa parte della storia) hanno sostenitori e detrattori soprattuto tra gli stessi storici. Questi personaggi venogno poi raccontati da diversi punti di vista e per chi non ha avuto la possibilità di toccare con mano non resta che affidarsi al proprio spirito critico una volta raccolte tutte le informazioni necessarie.

            Conosco molto bene il popolo indiano, un popolo che sinceramente apprezzo molto poco.

            Una cosa ha detto madre teresa e che ho sempre apprezzato: non serve venire fino a caclutta per trovare persone dimenticate da salvare. Anche a casa tua ci sono persone dimenticate (perdona se la citazione non è letterale… non ricordo le parole esatte ma il senso è questo)

            Per quanto riguarda l’idea che ho di lei purtroppo non cambia.

      2. Aiuteremo i poveri quando la Chiesa smetterà di PRODURRE poveri.

        Non ultimo lo SCHIFOSO E DISUMANO atto di Ratzinger di togliere gli anticoncezionali in AFRICA, terra dell’AIDS.

        In quanto a quella povera patologica maniaca ossessionata di Anjezë Gonxhe Bojaxhiu (NON si chiama Teresa, NON è di Calcutta e NON è madre) che fosse solo una PERVERTITA FETICISTA non c’è NESSUN DUBBIO STORICO.

        Cerchiamo di svegliarci e impariamo a distinguere MARKETING da RELIGIONE ORGANIZZATA. Grazie.

  5. Le catastrofiche conseguenze di chi propina acqua benedetta a chi ha bisogno di acqua potabile sono da tempi lontani un dato di fatto. Dispiace che attività di proselitismo in evidente disprezzo della natura umana e dei suoi bisogni vengano finanziate e premiate nonché spacciate per attività umanitarie. La quantità di vite distrutte e di infelicità di cui questo brutto personaggio è responsabile grazie alla sua cecità umana è inenarrabile e il buio della ragione che ne celebra le imprese sconcerta.

  6. rivedo santa teresa di calcutta… qui???
    e rivedo massimo77… qui???
    con le logiche strette di questo sito forse sono diventati una COPPIA DI FATTO???

    forse delle logiche troppo strette strozzano pure la verita, ed un pubblicista non se le puo permettere!

    PROSELITISMO…
    anche per convertirsi veramente occorre stare bene… occorre avere tempo ed energia per riflettere su vita e circostanze del passato, ma anche pianificare una forma pubblica di cambio di stle di vita… chi gia si trova al confine, senza altro tempo da spendere su questa terra e da potere modificare, e strutturalmente ed ontologicamente incapace di autentica conversione… al massimo [non …77!] solo di un bilancio… teresa non chiedeva conversioni, perche non cercava persone convertibili: per lei un cattolico doveva essere un ottimo cattolico, ma un musulmano un ottimo musulmano ed un hindu un ottimo hindu… quello che jonathan dimentica e che:
    1. il cristianesimo accetta la sofferenza perche aiuta ad identificarsi con la fragile umanita di gesu…
    2. MA l’ islam accetta la sofferenza perche tutto cio che avviene e voluto da ALLAH o da lui permesso…
    3. E INFINE l’ induismo accetta la sofferenza come una forma parossistica di disarmonia che la natura riequilibra attraverso una forma parossistica di disarmonia energetica in altro tempo e/o in altro luogo…
    L’ ACCETTAZIONE DELLA SOFFERENZA NON E PERTANTO UN MONOPOLIO CATTOLICISTICO E NON COSTITUISCE UNA CATTOLICIZZAZIONE DELLA VITA!

    OFFERTE…
    anche san pio da pietrelcina, unico frate francescano della storia autorizzato a tale scopo, ha maneggiato negli anni un totale smisurato di danaro, assolutamente sproporzionato rispetto ad una italia semidistrutta dalla guerra e rispetto alla zona geografica alquanto brulla…
    ma vedersi passare tanti soldi tra le mani non significa vedere che ci restino… pio aveva le mani bucate eheheh, e da morto viene sepolto solo col suo saio dopo essere vissuto in una cella di uno scalcinato convento…
    dopo questo precedente NESSUNO puo sospettare di arricchimenti illeciti persone che, facendo vite umili e povere, mettono a disposizione le somme che incassano PER GLI ALTRI…

    MANCATE CURE…
    ma se persino nel ricco mondo occidentale si combatte l’ accanimento terapeutico e si parla di eutanasia per qualunque tipo di situazioni di disagio psichico e fisico, come si puo pensare che nella povera india si potesse imporre terapie inutili a persone che non avrebbero avuto il tempo di cominciare ad avvertirne i benefici?

      1. 1. se non sei mai passato dalla sicilia la percentuale statisticha che noi ci conosciamo direttamente si trova su livelli pari quasi allo 0… pertanto, alla tua domanda, per la vita reale, non ho elementi per risponderti in maniera definitiva…
        2. ma, virtualmente, ci siamo incontrati! o, almeno, sfiorati! in

        http://www.gay.it/viaggi/video/copenaghen-pride-marcello-signore-racconto

        tu mi hai dato un “+1”, ed io da un lato ti ringrazio e dall’ altro rifletto sul fatto che me lo hai dato sul post meno serio pubblicato qui… se leggo bene tra le righe, quindi, tu, in teoria, vieni qui piu per cercare argomenti ludici che per altro…
        3. pero qui il tuo tono bruscamente cambia… prendi di petto un articolo serio, ti senti coinvolgere a tal punto da difendere qui una suora cattolica e non un gay che posta articoli a casa sua…
        4. la persona che corrisponde a “Massimo77” mi appare “doppia”, ma nel modo piu mirabilmente positivo della cosa: il “massimo” dell’ impegno civico unito al “massimo” della capacita di alleggerire il peso di tale impegno attraverso l’ uso di canali ludici fanno di te una persona assolutamente splendida, almeno dentro…
        5. se, dunque, prima ti vedo in un mio commento di sei giorni fa e poi ti RIVEDO qui, il riferimemento al piccolo comune passato che unisce i nostri due profili mi viene naturale!
        6. se, pero, noti, il mio commento aveva un respiro di tipo generale, e non era dichiaratamente una risposta al tuo… scritto come primo post, sia tipograficamente che nel contenuto, risponde, confuta e commenta DIRETTAMENTE l’ articolo, ed il riferimento a te era solo un sistema per collegare in un unico commento due figure che nel SERVIZIO hanno in modo diverso reso piu “grande” e vivibile l’ india…
        7. resta il fatto che entrambi, pur per vie diverse, anche in questo articolo perveniamo a posizioni concordi, sia per quanto riguarda la disinteressata utilita sociale dell’ operato di teresa, sia per quanto concerne la lettura socio-economica dei delicati equilibri indiani…

        confido di essere stato esplicito ed esaustivo… un ulteriore livello di approfondimento nella mia risposta uscirebbe dalla natura dell’ articolo che entrambi abbiamo commentato e diventerebbe comunicazione privata… anche se, purtroppo, DISQUS, da come ho capito, non permette contatti diretti privati, non mi pare opportuno continuare ulteriormente questa discussione tra noi attraverso questa pagina pubblica… se riesci a trovare un possibile contatto privato, quale quelli del forum di questo sito, sara un gran piacere per me confrontarmi con te circa le nostre precedenti esperienze di impegno sociale!
        BACIO!

  7. preghierina a Santa Madre Teresa, new entry fresca fresca nell’Olimpo dei santi cattolici: Santa Terry che sei nei cieli fa’ che la gente creda meno alle fregnacce va’, non che li devi da trasforma’ tutti in atei con il tuo nuovo scettro lunare da super Santa… solo un po’ meno boccaloni

  8. E’ grave che ci sia, nel 2016, ancora gente come te che crede al marketing della Chiesa.

    E’ ora che apri gli occhi.

    Fai TU una ricerca incrociata online su questa malata di mente.

    Scoprirai che, invece di coglionare gli altri sei tu, quello che è stato coglionato per anni.

    E la gente come te vota pure…

    Svegliatevi, che siete davvero gravi.

  9. Penso sia l’articolo piu’ fazioso che io abbia mai letto. Ogni frase e’ impregnata di odio, di ribrezzo e trasmette molto bene tutta la veemenza con cui l’autore ha scritto questo pezzo.

    Immagino che l’abbia scritto di fretta, godendo delle frasi e delle varie acidate rifilate a destra e a manca. Davvero impressionante: io posso anche essere d’accordo su certe critiche, ma non capisco il bisogno di insultare, inventare storie e senza citare nessuna fonte. Un’infiltrata del Vaticano? Che vuole far fare cassa alla Chiesa? Ma per favore, esca dalla puberta’! Non mi stupirebbe se in un prossimo articolo ci spiegasse che ci fosse Madre Teresa dietro l’11 settembre.

    Consiglierei all’autore di prendersi una pausa e farsi una bella vacanza rilassante. E poi, davvero, certe crisi isteriche le tenga per i suoi amici, non le metta per iscritto.

  10. L’articolo risulta superficiale, pregiudizievole, eccessivo anche da un punto di vista laico, animato da preconcetti astiosi e basato addirittura da una sorta di omofobia, quella che deve forzatamente costruire l’immagine del gay critico verso la religione. Ebbene si, esistono dei gay cattolici, come ne esistono di atei, protestanti, buddisti e anche musulmani ,che hanno un modo intimo e rispettoso di vivere in modo autentico la loro fede. Quando prenderete atto, redattori omofobici, che i gay sono liberi anche di credere? Quando li rispetterete?

  11. Concordo con chi ha espresso critiche negative riguardo questo articolo infatti Christopher Hitchens è ateo e
    fin qui nulla di male, solo che lui avversa aspramente tutte le
    Religioni e soprattutto il Cattolicesimo: che credibilità potranno mai
    avere le sue parole riguardo Madre Teresa di Calcutta?
    Consiglio all’articolista e a quanti avversano la Chiesa Cattolica di farsi un giro sui siti dei vari gruppi di Cattolici LGBT+ per scoprire che la Chiesa non è un monolite e che noi LGBT+ Cattolici stiamo lottando per essere riconosciuti e superare la rigida morale sessuale che con la Bibbia centra quasi nulla!

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