Contrordine: il DaDt è ancora valido, per volere del Governo

La Corte d’Appello di San Francisco ha accolto l’istanza dell’amministrazione Obama secondo la quale l’abolizione del Don’t Ask Don’t Tell deve avvenire gradualmente e con un passaggio congressuale.

Il cauto ottimismo di ieri riguardo al deciso stop dato al Don’t Ask Don’t Tell dal Pentagono, che aveva autorizzato il reclutamento di gay e lesbiche dichiarate, è stato deluso oggi dalla Corte d’Appello di San Francisco che ha accolto un’istanza urgente del governo federale con la quale si chiede di fermare la sospensione del provvedimento antigay nelle forze armate.

Del resto, la portavoce Cynthia Smith aveva dichiarato che i reclutatori avevano l’ordine di avvisare gay e lesbiche dichiarate che un cambiamento giuridico sarebbe potuto accadere in qualsiasi momento. E così è stato.

Il mese scorso la giudice della California Virginia Phillips ha stabilito che il sistema è incostituzionale e ha successivamente ordinato al Pentagono di abolirlo. A questo punto è intervenuto il dipartimento della Giustizia, presentando ricorso perché altrimenti "si rischia di causare danni significativi all’esercito e ai suoi sforzi per un’ordinata revoca del sistema". David Axelrod, uno dei più stretti consiglieri del presidente Barack Obama, ha cercato di rassicurare i gay e i sostenitori dei diritti civili intervenendo alla Cnn. "Il presidente ha fatto una promessa, e la questione non è se il sistema verrà cambiato, ma quando – ha affermato- siamo al termine di un processo di transizione all’interno del Pentagono".

Questo susseguirsi di eventi e la posizione del governo hanno, però, generato confusione proprio alla vigilia delle elezioni di mezzo termine che rinnovano una parte del congresso. Non è chiaro se e quante aspiranti reclute, forti del via del Pentagono, si siano dichiarate omosessuali e quali conseguenze avrà ora per loro la nuova sentenza. Un documento del Pentagono sui modi per permettere l’ingresso di soldati apertamente gay nell’esercito, un cambiamento sostenuto dal capo del Pentagono Robert Gates, è previsto per il 1 dicembre. 

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"Durante questo periodo transitorio di incertezza, i militari gay in servizio non devono uscire allo scoperto e le reclute devono usare cautela se scelgono di firmare", ha detto il capo del Servicemembers Legal Defense Network, Sarvis Aubrey, un veterano dell’esercito americano.

Secondo le associazioni gay, da quando è stato introdotto il Don’t Ask Don’t Tell nel 1993, sono 10mila gli omosessuali che sono stati espulsi dall’esercito una volta scoperto il loro orientamento sessuale.