Urlano “fr*ci” e aggrediscono una coppia gay, ma per il giudice non è omofobia

L’episodio aveva causato manifestazioni in tutto il Paese, ma a quanto pare non sono servite.

Una coppia gay che si teneva per mano è stata insultata e picchiata. Eppure per la corte non c’è certezza che sia un crimine d’odio.

Non è un buon momento per la comunità LGBT olandese. Dopo la doppia aggressione che si è verificata a Dordrecht alla vigilia di Pasqua, una sentenza sulle violenze subite da una coppia gay fa discutere il Paese.

Un giudice di Arnhem, città al confine con la Germania, non ha riconosciuto il movente dell’omofobia nel pestaggio subito un anno fa da Jasper e Ronnie, due sposi omosessuali che erano appena usciti dal Luxor Live, un locale della città, tenendosi per mano.

I due, 31 e 35 anni, erano stati attaccati da quattro adolescenti, che prima li avevano ripresi urlandogli “flikker”, cioè checca in olandese, per poi picchiarli violentemente. Il gruppo li avrebbe aggrediti con delle tenaglie, rompendo cinque denti e spaccando il labbro a Ronnie, mentre il marito Jasper avrebbe riportato ematomi sul costato, sulla schiena e sulle ginocchia.

Dopo l’aggressione un moto di protesta aveva attraversato il Paese, con politici e attivisti che il giorno si sono tenuti per mano rimarcando la necessità di dotare l’Olanda di una legge contro l’omotransfobia. Leggendo la decisione del giudice se ne capisce anche l’urgenza.

Ti suggeriamo anche  "Perché fisso le coppie gay": un tweet che diventa virale

I quattro aggressori infatti, tutti minorenni, sono stati poi fermati dalla Polizia e rinviati a giudizio. Il tribunale di Arnhem però li ha condannati esclusivamente per violenza, senza riconoscere il crimine d’odio, che d’altra parte non è stato nemmeno richiesto dal pubblico ministero.

I condannati dovranno scontare 160 ore di servizi sociali e pagare alle vittime un risarcimento complessivo di circa 5mila euro. Ronnie e Jasper hanno accolto negativamente la sentenza, che secondo loro non li risarcisce di quanto passato quella notte e nei giorni successivi, tra cure mediche e strascichi emotivi. I due su Facebook scrivono: “Come puoi dare dalle 80 alle 160 ore di servizi sociali dopo quello che abbiamo passato nell’ultimo anno? Come puoi paragonarlo a quello che abbiamo passato finora? O a quello che ci aspetta in futuro? Solo per quello ho passato 53 settimane senza denti!”

La coppia ha dichiarato di valutare un ricorso in appello.